Tagli truppe in Europa: Rubio bloccò il piano di Hegseth
Il messaggio inviato a Bruxelles, rigido. Washington concederà tempo per la transizione, ma l'Europa deve assumersi da subito la responsabilità primaria della propria difesa non nucleare
Il piano segreto di Hegseth: voleva annunciare tagli truppe in Europa, Rubio lo fermò.
La rivelazione
Un clamoroso retroscena svelato da un’inchiesta del Wall Street Journal accende i riflettori sulla profonda faglia geopolitica interna all’amministrazione statunitense. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, era pronto a presentarsi il mese scorso al vertice dei capi della difesa Nato a Bruxelles con un piano segreto per un drastico taglio unilaterale delle forze militari statunitensi in Europa.
Una mossa intercettata e bloccata in extremis dal Segretario di Stato Marco Rubio, che ha guidato l’ala istituzionale e diplomatica per evitare la rottura diplomatica con gli alleati atlantici.
Il piano shock per i tagli truppe in Europa e la mediazione diplomatica di Rubio
Il piano elaborato da Hegseth andava ben oltre le misure già note, superando ampiamente il ritiro precedentemente annunciato di 5mila soldati dalla Germania e arrivando a prevedere la cancellazione totale dei dispiegamenti difensivi in Polonia e Romania.
Venuto a conoscenza del documento prima della sua pubblicazione, Marco Rubio impose il veto del Dipartimento di Stato. Il timore condiviso dai vertici diplomatici, che un disimpegno così violento e improvviso potesse spaccare l’alleanza atlantica nel pieno di una fase di altissima tensione geopolitica globale.
Cosa ha scritto Reuters
L’agenzia ha confermato che una riduzione degli assetti strategici è comunque già in corso sul campo. Una disponibilità di caccia statunitensi F-15 dedicati alla Nato destinata a scendere di un terzo, fermandosi a 99 unità, mentre la flotta di droni Reaper verrà dimezzata.
Fonti militari hanno riferito a Reuters che i governi europei stanno correndo ai ripari per coprire i vuoti lasciati dagli americani. Ciò, specialmente sul fronte cruciale dei bombardieri strategici, in vista del prossimo vertice Nato.
La spinta di Washington: sei mesi per la difesa europea
Nonostante il congelamento del piano Hegseth, la Casa Bianca non ha intenzione di mantenere lo status quo. Rubio e il Dipartimento di Stato hanno smentito categoricamente le voci circolate sui social network riguardanti un recesso totale o un disimpegno immediato degli Stati Uniti dalla Nato, ribadendo il rispetto degli impegni globali.
Al posto del taglio shock, l’amministrazione ha optato per una linea più strutturata. Avviata una revisione formale della postura militare statunitense in Europa affidata alla guida del generale Alexus Grynkewich, che durerà fino a sei mesi.
Il messaggio inviato a Bruxelles, rigido. Washington concederà tempo per la transizione, ma l’Europa deve assumersi da subito la responsabilità primaria della propria difesa non nucleare.
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