Una mossa che Confcommercio indica come un esempio virtuoso e replicabile da tutte le altre amministrazioni regionali
Caro carburanti, Friuli fa da apripista per gli aiuti. La fine definitiva del taglio emergenziale sulle accise ha intanto riportato la tassazione del gasolio alla quota ordinaria di 67,2 centesimi al litro, innescando una nuova fiammata dei prezzi alla pompa ma il Friuli fa da apripista per gli aiuti
Caro carburanti: perché le aziende fanno pressing sul governo?
Con il costo del carburante tornato stabilmente sopra la soglia psicologica dei 2 euro al litro, il comparto delle aziende di trasporto e del turismo si ritrova a gestire una situazione insostenibile.
A lanciare l’allarme Riccardo Verona, presidente di AN.BTI–Confcommercio, che chiede un intervento strutturale al governo. A partire dalla rapida operatività del credito d’imposta per i mesi passati per proseguire con un’azione coordinata sul territorio per evitare il collasso della competitività nazionale.
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Il “modello Friuli” a sostegno delle aziende
In questo scenario di forte tensione economica, il Friuli-Venezia Giulia si sta muovendo come una sorta di capofila istituzionale nella gestione dell’emergenza.
La Regione ha infatti stanziato un fondo straordinario da 14,4 milioni di euro destinato interamente a ristori e contributi per le imprese locali più esposte al rincaro dei carburanti.
Una mossa che Confcommercio indica come un esempio virtuoso e replicabile da tutte le altre amministrazioni regionali, evidenziando come l’autonomia territoriale possa tradursi in scudi protettivi.