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Caro carburanti: perché Mister Prezzi non può fare quasi nulla

I prezzi alla pompa reagiscono con estrema rapidità e intensità ai rialzi del greggio, ma mostrano forti rigidità e lentezze a scendere quando le quotazioni internazionali calano

di Daniel Walker -


Caro carburanti, l’asimmetria del barile: perché la pompa corre più del petrolio e perché Mister Prezzi può fare poco.

Caro carburanti: perché continua?

I dati diffusi dalla Cna evidenziano un fenomeno economico strutturale noto in letteratura come l’effetto “asymmetric price transmission”. Più popolarmente, “effetto razzo e piuma”. I prezzi alla pompa dei carburanti reagiscono con estrema rapidità e intensità ai rialzi del greggio, ma mostrano forti rigidità e lentezze a scendere quando le quotazioni internazionali calano. Perciò, il caro carburanti di fronte al quale Mister Prezzi può poco.

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A fronte di un aumento del petrolio Brent dell’8,2% da fine febbraio a oggi, la benzina è rincarata dell’11,1% e il gasolio del 12,8%. Questo divario non è legato soltanto a speculazioni, ma risponde a dinamiche industriali e fiscali precise.

Perché i carburanti aumentano più del petrolio?

Il prezzo alla pompa non è la fotocopia diretta del prezzo del barile di greggio. La scomposizione del prezzo finale rivela tre fattori determinanti.

Il petrolio si quota e si paga in dollari americani, mentre la benzina si acquista in euro. Se nello stesso periodo l’euro si indebolisce rispetto al dollaro, l’effetto del rialzo del greggio viene amplificato per i mercati europei, rendendo l’importazione della materia prima più costosa a prescindere dal prezzo nominale del Brent.

Le compagnie petrolifere e i distributori non acquistano il petrolio grezzo, ma i prodotti già raffinati. I prezzi di riferimento in Europa sono regolati dalle quotazioni Platts di Rotterdam. Negli ultimi mesi, la scarsità di capacità di raffinazione a livello continentale (dovuta alla chiusura di impianti e al blocco delle importazioni di prodotti raffinati dalla Russia) ha fatto impennare il valore industriale di benzina e gasolio sui mercati all’ingrosso molto più velocemente rispetto al petrolio greggio estratto.

In Italia accise e Iva pesano per circa il 55-60% del prezzo finale. Trattandosi in gran parte di imposte fisse (l’accisa si paga in centesimi al litro, non in percentuale), quando il prezzo industriale sale, l’IVA (che è una percentuale del 22%) si applica su una base più alta, generando un effetto moltiplicatore automatico alla pompa.

Le azioni di contrasto: il ruolo di Mister Prezzi e del Mimit

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha attivato in modo permanente il monitoraggio del Garante per la sorveglianza dei prezzi (il cosiddetto “Mister Prezzi”). Tuttavia, gli strumenti operativi a disposizione del Garante e del Ministero presentano forti limiti strutturali.

La principale misura introdotta dal governo è stata l’obbligo di esposizione del prezzo medio regionale accanto a quello praticato dal singolo distributore, finalizzata a stimolare la concorrenza.

Mister Prezzi analizza settimanalmente i flussi di dati inviati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti, ma non possiede poteri sanzionatori diretti sul prezzo industriale o sulla marginalità delle compagnie. Puòò soltanto segnalare le anomalie di mercato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l’apertura di eventuali istruttorie per intesa restrittiva o abuso di posizione dominante.

I controlli della Guardia di Finanza alle pompe

I controlli sul campo da parte della Guardia di Finanza sono continuativi e vengono periodicamente intensificati nei periodi di grande mobilità -esodi estivi o festività – o a seguito delle segnalazioni inviate dal Mimit.

I piani d’azione delle Fiamme Gialle si concentrano su obiettivi specifici stabiliti dalla legge. Ciò, perché i militari non possono sanzionare il prezzo alto in sé (essendo il mercato libero), ma intervengono sui doveri di trasparenza.

Verificano che i prezzi praticati alla pompa coincidano esattamente con quelli comunicati al portale del Ministero.

Sanzionano i distributori che non espongono in modo visibile il prezzo medio regionale o che espongono cartelli ingannevoli.

Controllano metricamente le colonnine per verificare che la quantità di carburante effettivamente erogata corrisponda a quella contabilizzata dal display della pompa, a tutela del consumatore da frodi quantitative.

Nessuna altra cosa, finora, è possibile fare.


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