Quel fil rouge che lega Farage, Le Pen e Europa delle Nazioni Sovrane
C’è un fil rouge che lega vicende apparentemente distanti tra loro come la sentenza di appello per appropriazione indebita di fondi del Parlamento europeo per Marine Le Pen, la decisione di Nigel Farage di dimettersi da deputato e l’indagine del Parlamento Ue sul gruppo Esn-Europa delle Nazioni Sovrane.
Tutte notizie arrivate insieme ieri, che sottolineano ancora di più un legame evidente: come politica e giustizia siano sempre più spesso intersecate e come inevitabilmente la possibile azione politica dipenda dagli esiti giudiziari.
Va da sé poi che i tre casi hanno in comune anche l’appartenenza politica – la destra cosiddetta identitaria e sovranista. Ma andiamo per ordine, l’ennesima corsa all’Eliseo della Le Pen è compromessa dalla condanna in appello – la leader di Rn dovrebbe fare la campagna elettorale con il braccialetto elettronico. Farage invece si è dimesso perché vuole essere rieletto – in una sorta di referendum personale – nonostante l’indagine parlamentare per donazioni al suo partito Reform Uk.
Indagine che secondo Mr. Brexit è una clava politica scorretta e illecita. Il Parlamento europeo invece ha chiesto (con voto segreto) di avviare un’indagine sul gruppo Esn – quello di AfD e di Vannacci, per intenderci – per verificare se rispetti le condizioni per la registrazione e il finanziamento previste dalle norme europee. Sono tre casi diversi, sia chiaro. Ma non possiamo negare che il filo conduttore sia quello di indagini che vanno a colpire determinati schieramenti politici.
D’altronde non possiamo non ricordare come la storia insegna che a volte cavalcare tali presunti attacchi giudiziari politicizzati per definirsi vittime di chi usa le indagini perché non riesce a battere l’avversario nelle urne giovi proprio in termini di consensi. Staremo a vedere.
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