Legge elettorale, il voto sarà segreto
Il presidente di turno della Camera Fabio Rampelli ha annunciato che il voto finale sulla legge elettorale non sarà palese, come chiesto dalle opposizioni. D'accordo anche i relatori di maggioranza
L'aula di Montecitorio durante l'esame alla Camera della riforma della legge elettorale
Legge elettorale, Forza Italia si convince, come FdI e Lega sulle preferenze. Si stringono i tempi alla Camera.
Ore decisive sulle preferenze
L’aula della Camera si appresta a vivere ore decisive per il futuro della nuova legge elettorale. Secondo quanto si apprende da autorevoli fonti parlamentari, la Lega sarebbe orientata a votare a favore dell’emendamento sulle preferenze presentato in extremis da Fratelli d’Italia, insieme a Noi Moderati e Udc.
La votazione, attesa tra la serata di oggi e la mattinata di domani, uno snodo cruciale per gli equilibri interni al centrodestra e per le regole del gioco delle prossime Politiche del 2027.
Il testo della modifica: legge elettorale al voto
Il testo prevede l’introduzione della tripla preferenza di genere (con alternanza uomo/donna) su un totale di sei nomi in lista, salvaguardando unicamente la figura del capolista, che rimarrebbe bloccato.
Una virata netta rispetto all’impostazione iniziale della riforma, nata inizialmente su un sistema a liste completamente bloccate.
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I rumors dal Transatlantico e le praterie di Vannacci
Dietro il posizionamento dei partiti, logiche strategiche profonde. I rumors di Palazzo raccontano che l’improvvisa accelerazione di FDI – ora seguiti dalla Lega – sulle preferenze, caldeggiata dal responsabile organizzazione Giovanni Donzelli, sia legata a due timori specifici.
Lo spettro della Consulta
Preferenze, monta la paura diffusa nella maggioranza che una legge elettorale basata interamente su liste bloccate possa essere abbattuta dal muro della Corte Costituzionale tramite un ricorso preventivo.
Il “fattore” Vannacci
Negli scorsi mesi, le critiche interne alla destra sollevate dall’eurodeputato Roberto Vannacci contro le nomine calate dall’alto avevano aperto una faglia.
Aprire alle preferenze toglie argomenti a chi accusa i vertici romani di voler blindare i futuri parlamentari.
La decisione della Lega di convergere sull’emendamento
Inizialmente non firmato dal partito di Matteo Salvini, il testo risponde alla necessità di non farsi scavalcare a destra sul tema della democrazia diretta e della scelta dei candidati, blindando al contempo la tenuta della coalizione.
Il rebus di Forza Italia e l’incognita del voto segreto
Il vero punto di domanda nell’emiciclo della Camera era Forza Italia. Gli azzurri continuavano a manifestare forti riserve sul meccanismo delle preferenze, storicamente ritenuto dispendioso e rischioso per la stabilità interna dei partiti medi.
Con Forza Italia formalmente sfilata dalla firma dell’emendamento, lo scenario del voto segreto richiesto dalle opposizioni avrebbe spaventato i pianificatori della maggioranza.
Con i franchi tiratori in azione, a rischio l’emendamento. Così costringendo il centrodestra a ridiscutere l’intera architettura del premio di maggioranza (fissato al 42%) e lo sbarramento nazionale.
In tarda mattinata, pure l’ok degli azzurri. Dopo settimane di stallo e dubbi, il cambio di rotta azzurro, con l’orientamento finale a favore del testo depositato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc.
Meloni: Serve Operazione verità
“Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto”: così la premier Giorgia Meloni sui social.
“A questo punto – afferma – credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto”.
Il voto sarà invece segreto
Il presidente di turno della Camera Fabio Rampelli ha annunciato che il voto finale sulla legge elettorale sarà invece a scrutinio segreto.
Lo hanno chiesto le opposizioni, il deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente di Montecitorio ha spiegato che saranno votati a scrutinio segreto tutti gli emendamenti con i requisiti previsti dal regolamento della Camera e anche il voto finale.
Da precisare, che abitualmente sui voti segreti i relatori si rimettono all’aula. Stavolta, i relatori di maggioranza hanno dato parere favorevole. Un chiaro invito alla maggioranza per un impegno alla responsabilità sul voto.
I relatori di maggioranza hanno dato parere contrario a tutti gli emendamenti delle opposizioni e parere favorevole a una decina di emendamenti, tra cui quello sulle preferenze.
Il governo, con la ministra delle Riforme Casellati, ha dato parere conforme ai relatori.
Su un paio di emendamenti i relatori si sono rimessi all’Aula (tra cui uno sul voto estero), mentre l’emendamento sul voto dei fuorisede viene accantonato in quanto si stanno ancora facendo approfondimenti tecnici. Uguale parere ha espresso la minisdtra Casellati.
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