“L’Ai decise i licenziamenti”, Meta nel caos
L'algoritmo dell'Ai di Meta penalizza disabili, congedi e maternità, finiti tra i licenziamenti. L'azienda si difende
Sarebbe stata l’Ai, l’intelligenza artificiale, a decidere i licenziamenti in casa Meta. L’accusa è arrivata direttamente dai dipendenti silurati dal colosso di Mark Zuckerberg. Che, però, si difende asserendo di aver compiuto “scelte umane” quando s’è trattato di decidere chi lasciare a casa e chi tenere in azienda. Peccato, però, che secondo la versione dei dipendenti di umanità non ne sia stata utilizzata granché. I criteri che sarebbero stati usati per scegliere chi licenziare non avrebbero tenuto in considerazione problemi e questioni note all’azienda.
Meta nel caos: l’Ai ha deciso i licenziamenti?
Ben ventisei ex dipendenti di Meta hanno deciso di trascinare l’azienda in tribunale: ritengono che i loro licenziamenti siano stati decisi dall’Ai. L’uso degli algoritmi per valutare la produttività degli impiegati non avrebbe tenuto conto né delle disabilità gravi e nemmeno di chi aveva deciso, per ragioni prettamente familiari, di prendersi un periodo di congedo. Ben sei donne in maternità e quattro uomini in congedo parentale sarebbero stati silurati da Meta anche per questo. Alla faccia dei diritti dei lavoratori.
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I dirigenti sapevano?
Nel resoconto presentato dai querelanti alle autorità giudiziarie del tribunale federale di Oakland, in California, ci sarebbero storie che confermerebbero il racconto e le accuse dei lavoratori. Uno di loro avrebbe spiegato di essere stato messo sull’avviso da un dirigente. Se avesse preso il congedo, sarebbe finito nel tritacarne dell’Ai che l’avrebbe messo tra i papabili licenziamenti. Così come è andata. L’azienda, però, si difende: “Le scelte sono state prese da persone”. Senza un briciolo d’umanità, però.
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