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Economia

Siccità nei campi, il pressing Uncai sul governo

L'emergenza siccità mette a rischio economico chi garantisce il lavoro quotidiano nei campi

di Giorgio Brescia -


Campi a secco, in prima linea contro la siccità le imprese agromeccaniche, impegnate in turni straordinari per garantire irrigazioni di soccorso d’urgenza. Uno sforzo operativo – rileva Uncai – che comporta un consumo di carburante di molto superiore alle stime, gravando interamente sulle tasche dei contoterzisti.

Siccità, è emergenza nei campi

L’Italia detiene il triste primato europeo per decessi legati alla crisi climatica, come ricordato dall’Anbi. A confermare la gravità della situazione dati idrici: la portata del Po è scesa a 300 metri cubi al secondo, appena un terzo della media estiva.

In Piemonte, già scattato il tavolo d’emergenza. Stimato un calo del 20% nella produzione di latte, temute perdite fino al 30% per il riso. Preoccupa un danno complessivo per l’agricoltura superiore a 1,5 miliardi di euro. A questo si aggiungono i roghi, con oltre 9mila ettari bruciati nell’ultimo mese.

I rischi economici per chi lavora ogni giorno nei campi

“La siccità è un’emergenza di tutto il sistema. Ma chi risponde sul campo, a proprie spese, sono i contoterzisti, ancora una volta esclusi dal credito d’imposta sul gasolio agricolo”, denuncia Aproniano Tassinari, presidente Uncai.

Nonostante l’autorizzazione alle imprese agromeccaniche per l’uso del carburante agevolato, il governo le ha escluse dal bonus per il caro-carburanti.

Un’anomalia a cui la Regione Siciliana ha già rimediato con un fondo di ristoro regionale dedicato. Uncai chiede quindi un intervento statale urgente per includere la categoria nelle misure straordinarie contro la siccità, sostenendo chi materialmente tiene in piedi il lavoro nei campi.

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