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Arbitri – Inter: la Procura chiede l’archiviazione

Prima svolta per il caso che ha coinvolto pesantemente la classe arbitrale e la società nerazzurra

di Dave Hill Cirio -


Svolta giudiziaria da Milano per l’inchiesta Arbitri – Inter che ha scosso il calcio italiano e la classe arbitrale, mai a minimi storici di credibilità come ora.

Arbitri – Inter, Milano archivia

I pubblici ministeri milanesi si ricompattano e definiscono il destino del fascicolo. Decisa la richiesta di archiviazione per il presunto sistema di condizionamento e atti trasmessi in Brianza per le “bussate” alla sala Var di Lissone. Coinvolti Gianluca Rocchi e altri quattro indagati.

La Procura di Milano mette un punto fermo sulla scottante inchiesta relativa al presunto condizionamento del settore arbitrale in Serie A.

Dopo le forti tensioni interne registrate nelle ultime settimane, l’ufficio inquirente milanese si ricompatta e definisce il destino dei due filoni dell’indagine, nata due estati fa e diventata di dominio pubblico solo lo scorso aprile.

Richiesta di archiviazione a Milano e stralcio per la Procura di Monza

Per il filone principale, incentrato sul presunto sistema di condizionamento delle designazioni arbitrali, il pubblico ministero Maurizio Ascione — atteso da domani alla Procura Europea — e il procuratore aggiunto Paolo Ielo, che lo ha affiancato dallo scorso giugno, hanno formalizzato la richiesta di archiviazione. Gli elementi raccolti non sono stati ritenuti sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio.

Discorso diverso per la seconda tranche dell’indagine, che riguarda le ipotetiche pressioni e le cosiddette “bussate” alla sala operativa del Var della Serie A a Lissone.

Questa parte del fascicolo è stata ufficialmente stralciata e trasmessa per competenza territoriale alla Procura di Monza, nel cui circondario ricade la centrale tecnologica brianzola.

Chi sono i cinque indagati e le partite nel mirino delle accuse

L’inchiesta milanese vedeva iscritte nel registro degli indagati cinque figure chiave del panorama arbitrale italiano. Il primo, Gianluca Rocchi, designatore arbitrale attualmente autosospeso. Poi, Andrea Gervasoni, supervisore arbitrale attualmente autosospeso e Daniele Paterna, assistente arbitrale. Infine, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca, entrambi assistenti addetti alla sala Var.

L’ipotesi di reato contestata a Rocchi

Grave l’accusa a Rocchi, quella di frode sportiva, ipotizzata in concorso con alcuni esponenti della società nerazzurra dell’Inter. Al centro delle verifiche degli inquirenti vi erano, in particolare, quattro partite del campionato di Serie A e due presunti episodi di indebita interferenza (“bussate”) con la sala Var.

Gli atti inviati alla Giustizia Sportiva e alla Commissione Antimafia

Anche se il fronte penale milanese si avvia alla chiusura, la portata dell’inchiesta promette di avere forti ripercussioni su altri tavoli istituzionali.

Tutti gli atti d’indagine verranno infatti trasmessi alla Procura Federale della Figc e alla Procura Generale dello Sport presso il Coni. Pronte, queste, a valutare eventuali violazioni dei regolamenti e del codice di giustizia sportiva.

L’invio, pure alla Commissione Parlamentare Antimafia, intenzionata a fare piena luce su possibili infiltrazioni o legami tra i soggetti coinvolti e la criminalità organizzata.

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