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Cronaca

Radicalizzazione jihadista tra i minori: il caso della 17enne di Pavia

La nuova minaccia digitale in Italia

di Ernesto Ferrante -


Una ragazza di 17 anni, residente in provincia di Pavia, è stata arrestata dalla Polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare con collocamento in comunità, emessa dal Gip del Tribunale per i Minorenni di Milano. La Procura minorile la indaga per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale.

Le attività della ragazza nei gruppi virtuali

L’inchiesta, coordinata dalla Procura per i Minorenni e condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica Umbria insieme alle Digos di Perugia e Milano, è nata dal monitoraggio dei circuiti digitali di matrice jihadista. Gli investigatori hanno individuato un profilo, registrato con una numerazione virtuale, attivo in quattro gruppi chiusi di propaganda e sostegno allo Stato Islamico, accessibili solo tramite invito.

Propaganda, istruzioni per ordigni e incitazioni al martirio

Secondo la ricostruzione, nei gruppi venivano condivisi contenuti apologetici dell’Isis, materiale di reclutamento, incitazioni al martirio e manuali per la costruzione di ordigni artigianali. La Polizia, attraverso accertamenti tecnici e osservazioni sul territorio, ha identificato l’utilizzatrice del profilo nella minorenne arrestata.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati diversi dispositivi informatici. L’analisi del materiale avrebbe confermato la presenza della giovane in numerosi gruppi jihadisti internazionali, molti dei quali collegati direttamente allo Stato Islamico. Nei device sarebbero stati trovati file di propaganda, scritti apologetici e documentazione tecnica per la realizzazione di ordigni, tra cui istruzioni per confezionare una cintura esplosiva. Gli investigatori hanno segnalato anche conversazioni con coetanei, italiani e stranieri, ritenuti in alcuni casi vicini a Daesh, nelle quali la giovane avrebbe espresso più volte la volontà di compiere il martirio “in nome di Allah”.

L’allarme dell’intelligence: “Minaccia più giovane e più digitale”

Il caso di Pavia si inserisce in un quadro che l’intelligence italiana descrive come in rapida evoluzione. Nelle ultime relazioni annuali, i servizi segreti hanno evidenziato un abbassamento dell’età della radicalizzazione, con minori e giovanissimi sempre più presenti nei circuiti estremisti, la crescita dei micro‑attori, individui isolati che maturano percorsi di radicalizzazione autonomi e potenzialmente rapidi e la centralità delle piattaforme criptate. Secondo la Fondazione ICSA, la radicalizzazione giovanile è favorita da vulnerabilità emotive, isolamento sociale e dalla normalizzazione della violenza nelle sottoculture digitali.

Non solo Pavia. Il quadro nazionale: numeri e casi recenti

Il Viminale ha confermato che la minaccia jihadista in Italia non si manifesta più attraverso strutture organizzate, ma tramite percorsi individuali. Nel 2024 sono state eseguite oltre 80 espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato e 23 arresti legati al terrorismo internazionale. Dal 2022 al 2026, le espulsioni per radicalizzazione superano quota 200. Tra i casi più recenti vanno segnalati quello di un 24enne arrestato a Bergamo nel 2026 per legami con l’Isis, un minorenne fermato nel Comasco per propaganda jihadista e arresti a Palermo nel 2025 per apologia e istigazione al terrorismo.

Percorso avanzato di radicalizzazione

Per la Procura per i Minorenni, gli elementi raccolti delineano un avanzato percorso di radicalizzazione e una concreta possibilità di un’imminente attivazione violenta. Da qui la richiesta – accolta dal Gip – della misura cautelare del collocamento in comunità.


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