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Esteri

Iran, Netanyahu da Trump: “Allineati su ogni scelta”

di Eleonora Ciaffoloni -


Dopo settimane di tensioni, Donald Trump e Benjamin Netanyahu hanno provato a rilanciare l’asse tra Washington e Tel Aviv sull’Iran. I due si sono incontrati nello Studio Ovale e hanno avuto un lungo faccia a faccia. L’incontro, durato oltre un’ora e svoltosi senza la presenza delle telecamere, è stato dedicato soprattutto al dossier Iran, il tema che più di ogni altro ha incrinato negli ultimi tempi il rapporto tra i due leader.

Trump-Netayahu sul dossier Iran: “Incontro positivo”

A incontro concluso, il presidente americano ha celebrato il vertice con un messaggio su Truth, definendolo “molto positivo”. E pubblicando alcune fotografie insieme al premier israeliano e ai principali esponenti della sua amministrazione. Tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il segretario al Tesoro Scott Bessent. Poco dopo Trump ha diffuso anche immagini del colloquio avuto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Lo stesso obiettivo: impedire il nucleare all’Iran

Anche da Israele sono arrivati segnali distensivi. Netanyahu ha parlato di un confronto “eccellente”, sottolineando come Stati Uniti e Israele condividano lo stesso obiettivo. Impedire che Teheran possa dotarsi dell’arma nucleare. Sulla stessa linea il suo portavoce Doron Spielman, secondo cui i due governi sarebbero “pienamente allineati” sulla strategia da adottare nei confronti dell’Iran.

Oltre l’incontro, gli attriti Trump-Netanyahu

Dietro le dichiarazioni ufficiali, tuttavia, restano diversi motivi di attrito. Poche ore prima del vertice, Trump aveva criticato pubblicamente Netanyahu per aver reso note informazioni di intelligence sull’espansione delle attività nucleari iraniane nel sito di Pickaxe Mountain. “Non ho bisogno che Bibi me lo dica, sappiamo perfettamente cosa sta succedendo”. Aveva affermato il presidente americano, lasciando trasparire irritazione anche per il tentativo, a suo giudizio, di spingere gli Stati Uniti verso un maggiore coinvolgimento nel conflitto.

Le divergenze riguardano anche altri dossier, come la possibile vendita di caccia F-35 alla Turchia, sulla quale Trump ha ribadito di non voler subire pressioni da parte dell’alleato israeliano.

L’arrivo di Netanyahu alla Casa Bianca è stato accompagnato da una manifestazione di attivisti filo-palestinesi che hanno chiesto lo stop agli aiuti militari a Israele. Intanto cresce il malcontento anche nella politica americana. I democratici intensificano le critiche al governo israeliano, mentre una parte del fronte repubblicano teme che il protrarsi della guerra possa danneggiare la strategia elettorale di Trump e trascinare gli Stati Uniti in un’escalation senza una chiara via d’uscita.

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