Terremoto in Giappone: 13 morti e 9mila sfollati
Si aggrava il bilancio del violento terremoto che martedì ha colpito il Giappone sudoccidentale. Le vittime accertate sono salite a 13, mentre proseguono senza sosta le operazioni di ricerca delle persone ancora disperse sotto le macerie. A confermare il nuovo bilancio è stata la premier giapponese Sanae Takaichi, che ha parlato di una situazione ancora critica nelle aree maggiormente colpite dal sisma.
Terremoto in Giappone, la premier Takaichi: confermati 13 morti
“Abbiamo confermato vittime, crolli di edifici, incendi e gravi danni alla rete stradale”, ha dichiarato la premier durante un punto stampa, sottolineando come la priorità del governo resti il soccorso alla popolazione e il ripristino dei collegamenti nelle zone isolate.
I soccorritori continuano a scavare tra le macerie di un centro commerciale crollato e di una cartiera completamente distrutta, dove si teme possano esserci ancora persone intrappolate. Le autorità non hanno ancora fornito un numero ufficiale dei dispersi, ma le ricerche proseguono senza interruzione con l’impiego di squadre specializzate, vigili del fuoco e unità cinofile.
L’emergenza dei cittadini senza casa
L’emergenza riguarda anche migliaia di cittadini costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Secondo i dati diffusi dal governo giapponese, nelle prime ore di mercoledì 9.186 persone avevano trovato rifugio in 506 centri di accoglienza allestiti nelle cinque prefetture interessate dall’emergenza, tra cui Kumamoto e Fukuoka. Il portavoce dell’esecutivo, Minoru Kihara, ha inoltre riferito che il terremoto ha provocato almeno sette feriti gravi e altri 29 con lesioni lievi.
Oltre ai danni agli edifici, il sisma ha provocato incendi e pesanti ripercussioni sulle infrastrutture, con strade interrotte e collegamenti compromessi che rendono più difficili le operazioni di soccorso e l’arrivo degli aiuti nelle aree più colpite.
Il governo ha attivato il coordinamento della protezione civile e delle forze di autodifesa per assistere gli sfollati, distribuire beni di prima necessità e verificare la stabilità degli edifici rimasti in piedi. Nelle prossime ore le autorità continueranno a monitorare la situazione anche per il rischio di nuove scosse di assestamento, invitando la popolazione a seguire le indicazioni di sicurezza e a evitare le zone dichiarate pericolose.
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