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Primo Piano

Guerra Uefa a Infantino: No ai Mondiali

La decisione compatta del blocco europeo include i Paesi con minore peso politico ed economico, che Infantino sperava di attrarre con la promessa dei 20 milioni

di Angelo Vitale -


Guerra totale nel calcio mondiale: la Uefa vota all’unanimità il boicottaggio dei Mondiali contro Infantino.

Lo strappo Uefa

E’ uno strappo storico e senza precedenti nei palazzi del potere calcistico. Tutte le 55 federazioni nazionali affiliate alla Uefa hanno votato all’unanimità per boicottare le competizioni della Fifa, compresi i Mondiali di calcio sia maschili sia femminili.

La clamorosa decisione, durante un’assemblea d’emergenza convocata con urgenza dai vertici del calcio europeo per frenare la mossa del presidente della Fifa, Gianni Infantino.

La causa dello scontro: il piano “segreto” da 20 miliardi di dollari

A scatenare la reazione, la proposta presentata da Infantino – Fifa Forward Enterprise – di cedere il 20% dei diritti commerciali dei Mondiali e dei tornei Fifa.

In campo fondi d’investimento e investitori privati per una cifra stimata in circa 20 miliardi di dollari.

Per convincere le 211 federazioni globali ad approvare la svendita entro la metà di settembre, Infantino aveva promesso un versamento diretto di 20 milioni di dollari a ciascuna federazione nazionale.

Un’operazione condotta in estrema segretezza che vedeva tra i principali soci un fondo d’investimento newyorkese legato a Joshua Kushner, ma che secondo la Uefa rappresenterebbe la trasformazione irreversibile del calcio in un mero prodotto finanziario.

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Il durissimo comunicato Uefa: «La Coppa del Mondo non è in vendita»

Al termine della riunione durata meno di due ore, la UefaA e le sue federazioni hanno approvato un comunicato dai toni durissimi.

Così, stabilendo un vero e proprio aut-aut.

«Nessuna nazionale Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte rimarranno in vigore. La Coppa del Mondo non può essere considerata un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio, costruita nel corso delle generazioni. Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati: il Mondiale non è in vendita».

Nel testo si accusa apertamente Infantino di una «vera e propria abdicazione al dovere di custode del calcio mondiale» e di aver governato attraverso «un atto di coercizione indegno».

Cosa succede adesso?

La decisione compatta del blocco europeo include i Paesi con minore peso politico ed economico, che Infantino sperava di attrarre con la promessa dei 20 milioni.

Una mossa che mette il presidente della Fifa con le spalle al muro.

Un Mondiale senza le nazionali europee (come Italia, Francia, Spagna, Germania, Inghilterra) perderebbe gran parte del suo appello tecnico, dei diritti TV e degli sponsor storici.

Lo stallo di settembre

La scadenza per l’approvazione del piano da parte del Consiglio Fifa è fissata al 19 settembre. Ora la Fifa si trova costretta a ritirare completamente la proposta o a rischiare la scissione definitiva del calcio globale.


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