Putin al Valdai: “La Russia non attaccherà nessuno. Ma abbiamo armi che gli altri non possiedono”
Il presidente russo apre a un possibile trilaterale con Trump e Xi al vertice Apec
Alla riunione annuale del think tank Valdai, Vladimir Putin ha messo in scena un lungo intervento che intreccia rassicurazioni, minacce implicite e accuse all’Occidente. “La Russia non ha intenzione di attaccare nessuno né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050”, ha dichiarato il presidente russo, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass. Una frase calibrata per respingere le previsioni occidentali su un possibile attacco alla Nato, mentre Mosca continua a rivendicare la propria postura “difensiva”.
L’accusa all’Occidente
Putin ha accusato gli Stati occidentali di alimentare tensioni nel Baltico: “Le esercitazioni condotte dall’Occidente nel Mar Baltico e i tentativi di fermare o sequestrare navi russe sono un’escalation”. Una retorica che ribalta la narrativa europea e americana, presentando la Russia come potenza sotto pressione e costretta a reagire.
Ucraina, energia e ritorsioni
Sul fronte ucraino, il capo del Cremlino ha ammesso i danni subiti dalle infrastrutture energetiche russe. “Gli attacchi delle forze armate ucraine contro le raffinerie di petrolio russe hanno causato danni”, ha affermato. Ma ha immediatamente rilanciato, sostenendo che le ritorsioni delle forze militari del suo Paese avrebbero “distrutto l’industria siderurgica ucraina”. Una dichiarazione che si inserisce nella strategia comunicativa di riconoscere le difficoltà, ma rivendicare una superiorità militare e industriale.
“Hormuz deve restare aperto, sanzioni da revocare”
Vladimir Putin ha poi aperto un capitolo mediorientale, auspicando che “lo Stretto di Hormuz rimanga aperto” e chiedendo la revoca delle sanzioni contro l’Iran. Un messaggio diretto agli Stati Uniti e ai Paesi del Golfo, in un momento di forte instabilità regionale.
L’allarme sull’Ia: “Aumenta la capacità di distruzione totale”
Non è mancato un passaggio sulle tecnologie emergenti. Secondo il leader russo,“è necessario valutare l’impatto dello sviluppo dell’Ia non solo per quanto riguarda gli ambiti tecnici ed economici ma anche per quanto riguarda lo sviluppo intellettuale e culturale”. Putin ha definito “impossibile fermare il progresso tecnologico”, ma ha avvertito che le innovazioni, soprattutto in campo militare, “portano a un nuovo livello le possibilità di distruzione totale”.
La deterrenza nucleare: “Nessuno ha le nostre armi”
Il cuore politico del discorso è però la deterrenza nucleare: “Francia e Regno Unito sono potenze nucleari; lo comprendiamo perfettamente e ne siamo pienamente consapevoli, ma oggi nessun altro dispone dei tipi di armi di distruzione di cui dispone la Russia. E questo è il nostro vantaggio competitivo”. Una frase che ribadisce la centralità dell’arsenale russo nella strategia di sicurezza del Cremlino.
Nato e rapporti di forza
Putin ha riconosciuto che, in caso di un attacco diretto da parte della Nato, “il nemico sarebbe due volte superiore in termini numerici”, con “un enorme potenziale economico e militare”. Ma ha concluso con un avvertimento: “Non avremmo forze e risorse sufficienti per contrastare questa minaccia, ma disponiamo dei mezzi con cui difenderci”. Un messaggio che combina vulnerabilità e minaccia, e che conferma la linea russa. Nessuna intenzione di attaccare, ma nessuna rinuncia alla capacità di colpire.
Possibile un trilaterale con Trump e Xi al vertice Apec
Nel quadro delle tensioni globali, il presidente russo ha affrontato anche il tema dei rapporti con Stati Uniti e Cina, definendo “probabilmente possibile” un incontro trilaterale con Donald Trump e Xi Jinping a margine del vertice Apec. “Per quanto riguarda un possibile incontro a tre durante il vertice Apec, questo è probabilmente possibile”, ha aggiunto Vladimir Putin, precisando che molto dipenderà dalla Cina in quanto paese ospitante.
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