Senza banca 5 milioni di italiani e 311mila imprese
Secondo l'ultimo studio condotto dalla Cna, tra il 2015 e il 2025 il Paese ha perso oltre un terzo delle sue filiali bancarie, passate da 30.258 a circa 19.140 unità
Desertificazione bancaria: in dieci anni chiusi oltre 11mila sportelli: senza banca quasi 5 milioni di cittadini e 311mila imprese.
Senza banca 5 milioni di italiani
L’Italia fa i conti con un ridimensionamento senza precedenti della rete creditizia fisica. Secondo l’ultimo studio condotto dalla Cna, tra il 2015 e il 2025 il Paese ha perso oltre un terzo delle sue filiali bancarie, passate da 30.258 a circa 19.140 unità.
E’ un taglio del 36,7%, che lascia interi territori privi di presìdi finanziari di prossimità.
Le conseguenze sociali ed economiche tracciano una nuova mappa del Paese. L’accesso ai servizi bancari essenziali si fa sempre più complesso per piccoli Comuni, anziani e attività d’impresa.
I numeri dell’abbandono: la dimensione del fenomeno
Il report evidenzia come la chiusura delle filiali abbia raddoppiato l’impatto sulla popolazione in un solo decennio.
La popolazione coinvolta
I residenti nei Comuni senza banca sono saliti da 2,26 milioni (3,8% del totale nel 2015) a 4,84 milioni (8,2% nel 2025), coinvolgendo 2,6 milioni di persone in più.
La mappa dei Comuni
Oggi il 43,8% dei Comuni italiani (3.456 su totale) non dispone di un singolo sportello bancario (nel 2015 erano 2.251).
I piccoli centri nel mirino
Oltre il 96% dei Comuni senza banca ha meno di 5.000 abitanti. Tra i centri sotto i 1.000 residenti, nove su dieci sono ormai privi di filiali.
Un’emergenza per gli anziani
Nei territori sprovvisti di banche vivono quasi 1,28 milioni di over 65 (di cui 643mila sopra i 75 anni), pari al 26,3% della popolazione coinvolta, ovvero la fascia di utenti che incontra le maggiori difficoltà nello spostamento e nell’uso degli strumenti digitali.
Leggi tutte le news di Sociale
La geografia delle disparità
A livello assoluto, la Campania è la regione con il maggior numero di residenti in Comuni privi di filiali (850mila), seguita da Lombardia (788mila) e Piemonte (665mila). Nelle province di Vibo Valentia (52,6%) e Isernia (50,1%), oltre metà della popolazione non ha più una banca sotto casa.
Di contro, si accentua la concentrazione dei servizi nei grandi poli urbani. La sola provincia di Roma conta 1.157 sportelli, Milano 999 e Torino 627. Soltanto otto province in tutta Italia conservano ancora almeno una filiale in ciascuno dei propri Comuni (Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Pisa, Grosseto, Brindisi, Ragusa e Barletta-Andria-Trani).
Il costo per il sistema produttivo locale
La scomparsa della banca dal territorio colpisce direttamente il tessuto delle micro e piccole imprese. Nei Comuni privi di filiali operano 310.893 imprese attive (il 6% del totale nazionale), che danno lavoro a quasi 932.600 addetti.
Casi emblematici testimoniano la portata dell’arretramento anche in Comuni popolosi e a forte vocazione produttiva. Grumo Nevano (Napoli) ha perso il suo ultimo sportello pur contando oltre 17mila residenti e 1.275 imprese.
Situazione analoga a Lusciano e Parete (Caserta), rimasti a secco di filiali pur ospitando rispettivamente 907 e 800 aziende.
Leggi tutte le news di Economia
Il monito di Cna: «L’app non sostituisce il rapporto umano»
«La digitalizzazione dei servizi bancari rappresenta un’opportunità, ma non può trasformarsi in una ritirata indiscriminata dai territori», sottolinea il presidente di Cna, Dario Costantini.
«Per una piccola impresa – afferma – il rapporto con la banca non si esaurisce in un’applicazione o in una procedura automatizzata. Servono interlocutori capaci di conoscere l’azienda, valutarne i progetti e accompagnarne gli investimenti. Quando chiude una filiale si allontana un punto di riferimento per famiglie, anziani e attività economiche».
Torna alle notizie in home