Sicilia in standby: voli sospesi, Etna ancora in eruzione
Uno sguardo che vaga dal telefono – per eventuali comunicazioni – fino al tabellone dell’aeroporto. O anche verso l’Etna che, al momento, non ha ancora smesso di eruttare. Per questo il trasporto aereo in Sicilia – o meglio attorno all’aeroporto di Catania – è rimasto bloccato anche per tutta la giornata di ieri, fino a stamattina.
Perché il vulcano siciliano che svetta sulla Sicilia orientale continua con la sua attività vulcanica facendo colare lava, ma soprattutto facendo disperdere in aria folate di cenere e polvere nera in gran parte del territorio circostante. Per questo lo scalo Vincenzo Bellini di Catania è stato paralizzato dall’8 agosto scorso con centinaia di voli cancellati e altrettanti riprogrammati su altri scali con i disagi per i passeggeri che sono cresciuti di giorno in giorno. In attesa di ulteriori comunicazioni sulla riapertura resta ancora da capire se, una volta terminato lo stop, le condizioni consentiranno una ripresa regolare delle operazioni, visto che la presenza di cenere nell’aria continua infatti a rappresentare un rischio per la sicurezza dei voli. All’interno dello scalo ieri, rimanevano circa 300 passeggeri in attesa di essere trasferiti verso altri aeroporti.
La Regione ha potenziato i collegamenti via terra, mentre aumentano le storie di viaggiatori rimasti bloccati per giorni. C’è chi dorme in aeroporto da quasi una settimana e c’è chi invece cerca soluzioni alternative.
Caro-mobilità e politica: 700 euro, il Codacons e Salvini
Soluzioni per cui in molti si sono ritrovati a svuotare il portafogli. Alcuni passeggeri hanno denunciato tariffe particolarmente elevate per raggiungere Palermo in taxi o con Ncc: in un caso sono stati chiesti 700 euro per un trasferimento privato. Secondo le tariffe riportate nelle ultime ore, per alcune tratte i costi degli Ncc possono arrivare a diverse centinaia di euro.
A denunciare il caro-mobilità è anche il Codacons, che invita a vigilare affinché l’emergenza non diventi un’occasione per speculare sui viaggiatori. E l’effetto domino coinvolge bus, treni, taxi, Ncc e autonoleggi, mentre migliaia di turisti sono costretti a modificare programmi, prenotazioni e itinerari. Intanto, la politica – dopo le parole del ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci – torna sul tema della collocazione dello scalo. Secondo il vicepremier Matteo Salvini nel piano nazionale degli aeroporti “alcune scelte del passato dovranno essere discusse”, tornando sulle vulnerabilità del Fontanarossa rispetto alle eruzioni dell’Etna. Ora, però, si guarda all’emergenza e l’Etna, non offre (ancora) risposte.
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