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Economia

L’ultima trumpata: salta l’intesa sui dazi col Canada

Tutto pronto per la firma ma gli Usa azzeccano ulteriori garbugli e gabelle facendo arrabbiare persino i miti canadesi. Un messaggio per Bruxelles

di Giovanni Vasso -


Oh no: salta l’intesa sui dazi tra Usa e Canada e gli Stati Uniti stangano i vicini con tariffe al 50 per cento. Gli accordi strombazzati negli ultimi giorni sono saltati e il guaio è che nessuno si meraviglia più di tanto. L’ennesimo pasticcio di Donald Trump, però, stavolta ha fatto infuriare gli altrimenti paciosi canadesi che già immaginano di reagire in maniera ostinata e feroce alla protervia degli esosi cugini Usa. E il premier Mark Carney annuncia che Ottawa replicherà “dollaro su dollaro” alle pretese americane.

Salta l’intesa sui dazi tra Usa e Canada

Dopo tanti annunci, la mesta fine delle trattative. “Questa sera, il Canada ha rifiutato di finalizzare l’accordo commerciale alle condizioni concordate all’inizio di questa settimana”, ha tuonato il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer, dopo giorni di negoziati che si sono protratti fino all’ultimo momento. La colpa, a sentire gli americani, è tutta dei canadesi. Che, a loro volta, son pronti a rispedire al mittente accuse e responsabilità nel mancato accordo.

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La replica del governo di Ottawa

“Le modifiche dell’ultimo minuto alle condizioni proposte dagli Stati Uniti erano ingiuste, economicamente insostenibili e mettevano in dubbio l’affidabilità di qualsiasi accordo”, ha spiegato in un comunicato il premier canadese Mark Carney. Che ha promesso di reagire con durezza all’ennesima trumpata: “Il Canada replicherà a questi dazi dollaro per dollaro per proteggere i nostri lavoratori e le nostre imprese”. La guerra è servita, Donald Trump ha trovato pane per i suoi denti.

Un avviso per la pavida Ue

La trattativa sui dazi tra Usa e Canada è saltata perché, come è già successo pure con la Ue, la Casa Bianca tende a imporre ulteriore gabelle a chi si pone in maniera collaborativa all’intesa. Ma la differenza, tra Ottawa e Bruxelles, la fa la postura di chi è al governo. Mark Carney, il banchiere d’acciaio, non si piega né arretra di un millimetro. Ursula von der Leyen non solo ha accettato l’accordo capestro di Turnberry ma tende ad assecondare le mattane Usa sperando di poterne gestire gli eccessi. Una pia illusione che già ci sta costando carissima.


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