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I pirati somali sequestrano una petroliera

Nella guerra degli Stretti fanno irruzione pure le bande del Corno d'Africa: che cosa sta succedendo

di Paolo Diacono -


Ci mancavano solo i pirati somali nella bagarre degli Stretti: una petroliera è stata presa e dirottata da una banda di sei delinquenti dei mari nella giornata di giovedì scorso. Si tratta della Mt Sibu1, battente bandiera eritrea. I fatti si son verificati a circa 136 miglia nautiche (pari a 252 chilometri circa) a est della costa di al Mukalla. In Yemen. Da lì, l’hanno condotta verso il Puntland, in Somalia. La notizia è stata riportata dall’Associated Press che ha citato un funzionario anonimo.

Presa la petroliera: pure i pirati somali nella guerra degli Stretti

Nella guerra degli Stretti, dunque, ci mancavano solo i pirati somali. Che da aprile e fino a oggi hanno già sequestrato ben sei petroliere. La Sibu1, a bordo della quale viaggiava un equipaggio composto da venti persone (16 indiani, un siriano, un sudanese e un iracheno e un altro su cui non ci sono informazioni di sorta), era gestita dalla società emiratina Qatrat Alnada Almasi Ship Management. Ma era stata sanzionata lo scorso anno dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Perché sarebbe stata parte della cosiddetta flotta ombra iraniana.

Il Corno d’Africa diventa offlimits?

La Sibu 1 è la sesta nave commerciale di cui pirati somali hanno preso il controllo dal 21 aprile. La prima è stata infatti la petroliera Honor 25, battente bandiera di Palau, catturata al largo della Somalia. Poi è stata la volta delle petroliere Sward il 26 aprile, la Eureka il 2 maggio, la Asana il 17 luglio e la Lutuf il 17 agosto. La guerra degli Stretti, dunque, registra pure l’attivismo sempre più ingombrante delle bande di pirati somali. Che, da diversi decenni, ormai rappresentano una minaccia ai commerci e ai traffici nell’area tra Africa e Asia. E adesso che il mare diventa scenario di guerra, combattuta (anche) a suon di sanzioni, il loro ruolo si fa sempre più pesante.


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