Papa Leone ruggisce contro “gli idoli del potere”
Il discorso del Pontefice da San Marino: "Bisogna dialogare con tutti, no alle comunicazioni impulsive"
Le parole di Papa Leone a San Marino fanno rumore, come al solito. E il senso del discorso del Pontefice va in quello della catechesi della pace e della giustizia sociale. Un tema che rappresenta, ogni giorno che passa sempre di più, un vero e proprio filo rosso del pontificato di Prevost. Dalla Repubblica del Titano, Leone ha ripercorso la necessità dell’accoglienza ma ha pure deplorato la corsa all’arricchimento che calpesta l’essere umano. E, quindi, ha espresso gratitudine a San Marino a cui ha espresso l’augurio di essere “sempre accogliente”. Infine un passaggio, mai banale, sulla cura e la sacralità della vita “in ogni sua fase”. Dal concepimento alla morte naturale.
Il discorso di Papa Leone a San Marino
“Contro le comunicazioni impulsive, le retoriche aggressive e le logiche di potenza che segnano il nostro tempo, la vocazione della diplomazia è quella di favorire il dialogo con tutti, compresi gli interlocutori considerati più scomodi o che non si riterrebbero legittimati a negoziare, usando fino allo stremo l’umiltà e la pazienza per ricucire i più tenui segni di buona volontà delle parti in conflitto, così da avviare una pacificazione”, ha detto il Pontefice. Papa Leone ha poi aggiunto rivolgendosi proprio a San Marino: “Libertas, per voi, vuol dire anche un impegno mai venuto meno di una partecipazione attiva e positiva alla costruzione della pace. Riguardo a questo aspetto esprimo vivo apprezzamento e trovo una particolare consonanza con l’atteggiamento della Santa Sede. Per questo condividiamo la stima per la diplomazia e per il multilateralismo, quali vie privilegiate per coltivare le relazioni internazionali e promuovere l’intesa tra le Nazioni”.
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Leone ruggisce contro gli idoli del potere
“Non c’è vera libertà civile senza libertà personale. Cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana, di cui la libertà è una componente essenziale. Questa libertà è donata e garantita, in ultima analisi, da Dio, la cui voce risuona nella coscienza di ogni essere umano”, ha ruggito Leone da San Marino. “Promuovere la libertà – osserva Leone -comporta difendere gli spazi della coscienza. E qui il pensiero va ai tanti uomini e donne che, in ogni epoca e in ogni luogo, sono martiri della libertà perché testimoniano proprio il primato della coscienza. Saldamente formati dalla ricerca della verità, essi sono pienamente responsabili delle proprie decisioni e dunque liberi da ogni vincolo che non sia quello, proprio della creatura, che li lega a Dio. Esemplare in questo è San Tommaso Moro, Patrono dei Governanti e dei Politici”.
La libertà è un dono
Leone ha poi spiegato da San Marino: “Anche oggi, in molte parti del mondo non mancano persone che rimangono fedeli alla loro coscienza anche in contesti di forte avversità, testimoni della vera libertà, quella che deriva dall’essere figli e figlie di Dio. Con ammirazione esprimiamo la nostra solidarietà a quanti, in questo momento, pagano di persona per non aver tradito la propria coscienza. Inoltre, la libertà si realizza nel dono, nella comunione, nell’incontro e nel dialogo”. E quindi: “Essa è come una pianta che cresce e produce rami e foglie per offrire a tutti ossigeno, ombra, profumo, frutti e nuovi semi. E come potrebbe essere altrimenti, dal momento che sgorga dalla fonte che è Amore Uno e Trino? Potrà forse sembrare eccessivo questo riferimento teologico, ma credo che oggi esso sia necessario”. Perché siamo “di fronte all’idolatria che guasta alla radice quei progetti politici ed economici che si presentano in nome della libertà, ma in realtà sono schiavi degli idoli e del potere”.
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