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Dalle minacce delle dimissioni di massa al dietro front con la coda tra le zampe

di Lino Sasso -


Prima la bordata, poi la ritirata. Cosa starà pensando Ranucci dopo l’incontro che la redazione di Report ha avuto con i vertici Rai? Entreranno anche loro nell’elenco dei nemici dell’ex conduttore? A giudicare dai toni agguerriti utilizzati da inviati e giornalisti (non tutti) del programma prima di entrare nella sede romana di via Teulada della tv pubblica, rispetto a quelli decisamente ridimensionati con i quali si sono espressi dopo, il confronto li ha portati a più miti consigli. Dalle minacce delle dimissioni in blocco si è passati alla richiesta di garantire l’autonomia e l’indipendenza del programma. Acqua fresca. Ma, soprattutto, nessuna strenua difesa dell’ex conduttore o pretesa che Ranucci restasse alla guida di Report. Solo, hanno dichiarato ripetutamente come una cantilena, il tentativo di essere rassicurati sulla ripresa del programma il prossimo 8 novembre.

Data nella quale è previsto l’inizio della nuova stagione e che non è stata messa in discussione da nessuno. Tanto più che la Rai, come noto, ha già individuato i due nuovi conduttori. E sui designati Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, la ‘redazione di Ranucci’ non ha detto una parola. Silenzio totale. Sono stati i due nuovi conduttori a ribadire che ancora non sono riusciti ad avere un confronto con i colleghi di Report, confermando quindi di non aver neanche partecipato all’incontro di oggi, pur trovandosi anch’essi presso la sede di via Teulada.

Tra i nuovi conduttori e il legale di Ranucci, cresce l’isolamento

È chiaro che non erano graditi. E non certo dai vertici Rai che li hanno designati. Ad ogni modo, il tutto è avvenuto mentre il legale di Ranucci, intenzionato a non mollare la poltrona di Report, rendeva noto che la Rai “ha comunicato in data odierna che non intende esplicitare le ragioni di fatto e le circostanze alla base di quel che ha scritto con il provvedimento assunto nei confronti” del proprio assistito. Circostanza puntualmente smentita poco dopo dall’azienda dalla quale è filtrato che “la documentazione richiesta in merito alla decisione dell’azienda di rimuovere il giornalista dalla conduzione di Report” è stata trasmessa oggi con una lettera all’avvocato di Ranucci.

La Rai precisa anche che le motivazioni della scelta “sono state già compiutamente esposte nella comunicazione trasmessa” all’ex conduttore di Report. Ragioni che costituirebbero una chiara “espressione del diritto del datore di lavoro di procedere unilateralmente alla rimodulazione delle mansioni per l’organizzazione del lavoro”. E se è certo che Ranucci non si fermerà nel tentativo di restare alla guida del programma, la sensazione è che anche gli ultimi dei ‘suoi’ siano disposti a scaricarlo. Altro che dimissioni di massa. Più che altro un dietro front con la coda tra le zampe.

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