La Procura di Agrigento chiede l’arresto del deputato FdI Calogero Pisano
La richiesta di custodia cautelare in carcere per il parlamentare di Fratelli d’Italia nell’inchiesta sui finanziamenti destinati alle manifestazioni turistiche e culturali. Chieste misure interdittive per due dirigenti pubblici. Pisano respinge le accuse: “Sono estraneo ai fatti”
La Procura di Agrigento ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Calogero Pisano, deputato di Fratelli d’Italia, nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti pubblici destinati all’organizzazione di eventi turistici e culturali nell’Agrigentino. Al centro degli accertamenti ci sono, in particolare, le manifestazioni organizzate durante il Natale 2022.
I magistrati hanno inoltre chiesto misure interdittive per Antonino Insalaco, dirigente del Comune di Agrigento, e Giuseppe Librizzi, dirigente dell’assessorato regionale al Turismo. Tra le ipotesi di reato contestate nell’inchiesta figurano peculato, truffa aggravata e finanziamento illecito della campagna elettorale.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, una parte delle risorse pubbliche stanziate per le manifestazioni sarebbe stata gestita attraverso associazioni ritenute vicine all’entourage del parlamentare. L’eventuale accoglimento della richiesta di custodia cautelare non comporterebbe comunque l’immediato arresto del deputato. Per eseguire la misura sarebbe necessaria l’autorizzazione della Camera, come previsto dall’articolo 68 della Costituzione.
Dai post su Hitler alla sospensione da Fratelli d’Italia
La vicenda giudiziaria riporta l’attenzione sul percorso politico di Calogero Pisano, già protagonista di una controversia nazionale nel settembre 2022, a pochi giorni dalle elezioni politiche. All’epoca Pisano, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, finì al centro delle polemiche per alcuni vecchi messaggi pubblicati su Facebook nei quali esaltava il nazifascismo e definiva Adolf Hitler un “grande statista”. Il partito decise di sospenderlo immediatamente da ogni incarico.
Successivamente aderì al gruppo parlamentare di Noi Moderati, mantenendo rapporti politici con l’area del centrodestra. Il 25 febbraio 2026 è tornato ufficialmente in Fratelli d’Italia dopo oltre tre anni di allontanamento. Un mese più tardi è emersa l’inchiesta sui finanziamenti pubblici che oggi lo vede coinvolto.
La difesa di Pisano
Il parlamentare respinge le accuse e ribadisce la propria fiducia nel lavoro della magistratura. “Affronto questo passaggio conscio della mia estraneità ai fatti contestati e con la stessa serenità e fiducia nella magistratura che ho manifestato sin dall’inizio della vicenda”, ha dichiarato Pisano.
“Nei prossimi giorni, insieme ai miei avvocati Mattia Caleca e Silvio Miceli, esaminerò attentamente il contenuto dell’atto e valuteremo le iniziative più opportune”, ha aggiunto. La vicenda entra ora in una fase delicata. Spetterà al giudice valutare gli elementi raccolti dalla Procura e decidere sulle misure cautelari richieste, mentre Pisano si prepara a chiarire la propria posizione davanti all’autorità giudiziaria.
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