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Cronaca

Scontri a Torino, bruciata la foto di Meloni e slogan in francese

In piazza il questore guida gli agenti. La testa dello spezzone guidato dagli autonomi

di Dave Hill Cirio -


Tensione a Torino: bruciata l’immagine di Meloni in piazza Castello e cariche all’imbocco di via Po. Nel primo pomeriggio, il centro di Torino è già diventato teatro delle prime pesanti frizioni della giornata di mobilitazione nazionale.

Scontri a Torino

In piazza Castello, punto di confluenza dei cortei studenteschi partiti in mattinata da Palazzo Nuovo e da piazza Arbarello, migliaia di persone per protestare contro le politiche economiche del governo, l’aumento delle spese militari e l’introduzione dei recenti provvedimenti restrittivi sulla sicurezza.

Il momento di massima rottura simbolica durante il concentramento iniziale. Al centro della piazza è stata data alle fiamme una grande fotografia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Il rogo dell’immagine della premier è stato accompagnato da cori ostili, applausi e slogan diffusi con i megafoni. Così polarizzando immediatamente il clima del raduno.

La deviazione

La situazione è precipitata quando il corteo ha tentato di muoversi. Dietro lo striscione d’apertura, che recitava «Noi la guerra non la paghiamo, Torino è contro il riarmo, no datacenter e caro benzina», la testa dello spezzone. E’ guidata da esponenti dell’area autonoma a volto scoperto e ha cercato di deviare dal percorso concordato, forzando il blocco per imboccare via Po.

Le disposizioni della Questura prevedevano invece che i manifestanti defluissero verso l’area nord della città attraverso i Giardini Reali.

Le cariche, gli slogan in francese

A sbarrare l’accesso a via Po i reparti mobili con caschi, scudi e mezzi blindati, sotto la supervisione diretta del questore Massimo Gambino, presente sul posto.

Davanti alla pressione della folla e ai rifiuti di retrocedere, gli agenti hanno risposto con una prima carica di alleggerimento a colpi di scudo e manganello.

Tra lanci di slogan ritmati anche in francese («Tout le monde déteste la police»), le forze dell’ordine hanno poi effettuato altre due cariche consecutive. In questo modo hanno guadagnato metri e respinto i manifestanti all’interno del perimetro della piazza per impedire che il corteo penetrasse nelle arterie commerciali del centro.

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