A Milano è Triennale: abbracciare l’ignoto. E l’Africa

Domani, venerdì 15 luglio, alla Triennale di Milano apre  le porte la 23esima Esposizione Internazionale Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries, visitabile fino all’11 dicembre.

‘Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries’, promossa in collaborazione con il Bureau International des Expositions e con il ministero degli Affari esteri, espone le opere e le riflessioni di 400 tra artisti, designer e architetti provenienti da 40 paesi. Oltre a 23 partecipazioni internazionali e ospiti speciali come musicisti, filosofi e storici dell’arte. Tra le partecipazioni internazionali, in primo piano l’Africa, presente con sei padiglioni, mentre per la prima volta c’è anche un padiglione Rom Sinti. Presenza di primo piano e significativa , anche quella dell’Ucraina con il padiglione ‘Planeta Ukrain’, mentre manca la Russia perché Triennale ha ritirato l’invito al governo dopo lo scoppio della guerra.

“Sono molti punti di vista, una costellazione di mostre che hanno al centro questa condizione di fragilità che deriva anche dalla pandemia – ha osservato Stefano Boeri, presidente di Triennale -. Abbiamo scoperto un micro organismo che ha cambiato le vite di tutti. Poi ci sono le guerre, il cambiamento climatico, la crisi economica, degli shock che ci danno il senso di quanto sia enormemente più grande ciò che non conosciamo”.

L’invito è quello ad abbracciare questo ignoto, insieme con lo spazio infinito delle galassie. ‘Unknown Unknowns’, mostra tematica che è centro nevralgico dell’Esposizione, è curata da un’astrofisica dell’Esa, Ersilia Vaudo. “L’ignoto è una dimensione a cui lasciarsi andare, qualcosa di nuovo che è occasione di stupore e anche di poesia. E la gravità è il primo dei designer”, ha spiegato. Tra le cento opere in mostra c’è anche il video Gaia 2020, sulla missione dell’Esa, che rappresenta il censimento multimediale della via Lattea. E’ la mappatura di quasi 2 miliardi di stelle e i dati permettono di ricostruire l’evoluzione passata e futura della nostra galassia. Dalle galassie al Mondo Reale di Fondation Cartier pour l’art contemporain che esplora l’ignoto nella quotidianità. A fare da fil rouge sono le copertine del New York Times realizzate dall’artista Sho Shibuya, che ripercorrono i più importanti fatti dal 2020 al 2022. Un’installazione sonora diffonde la voce di Patti Smith mentre legge il testo del matematico Misha Gromov The Four Mysteries of the World. C’è poi il regista David Lynch presente con tre opere, tra cui il progetto Weather Report tramesso ogni giorno alle 19 in diretta. Il regista di Twin Peaks annuncia le previsioni meteo dalla sua casa di Los Angeles. Il piano terra di Triennale ospita il Padiglione Italia con ‘La tradizione del nuovo’ che racconta come il design italiano abbia sempre avuto un approccio coraggioso e dedicato all’esplorazione, affrontando il non ancora conosciuto attraverso la ricerca.

Il continente nero è protagonista con i lavori di Francis Kéré che porta nel piazzale antistante la Triennale ‘The Future’s Present’, una torre altra 12 metri decorata con interpretazioni contemporanee di motivi tradizionali dell’architettura del Burkina Faso. Infine i progetti speciali tra cui spicca ‘Il corridoio rosso’ degli storici dell’arte Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, installazione che ricostruisce l’interno di una casa borghese del primo Novecento. Il cantautore Francesco Bianconi riflette invece sull’ignoto evocando la profondità degli oceani con ‘Playing the Unknown’.

Domani, venerdì 15 luglio, alla Triennale di Milano apre  le porte la 23esima Esposizione Internazionale Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries, visitabile fino all’11 dicembre.

‘Unknown Unknowns. An Introduction to Mysteries’, promossa in collaborazione con il Bureau International des Expositions e con il ministero degli Affari esteri, espone le opere e le riflessioni di 400 tra artisti, designer e architetti provenienti da 40 paesi. Oltre a 23 partecipazioni internazionali e ospiti speciali come musicisti, filosofi e storici dell’arte. Tra le partecipazioni internazionali, in primo piano l’Africa, presente con sei padiglioni, mentre per la prima volta c’è anche un padiglione Rom Sinti. Presenza di primo piano e significativa , anche quella dell’Ucraina con il padiglione ‘Planeta Ukrain’, mentre manca la Russia perché Triennale ha ritirato l’invito al governo dopo lo scoppio della guerra.

“Sono molti punti di vista, una costellazione di mostre che hanno al centro questa condizione di fragilità che deriva anche dalla pandemia – ha osservato Stefano Boeri, presidente di Triennale -. Abbiamo scoperto un micro organismo che ha cambiato le vite di tutti. Poi ci sono le guerre, il cambiamento climatico, la crisi economica, degli shock che ci danno il senso di quanto sia enormemente più grande ciò che non conosciamo”.

L’invito è quello ad abbracciare questo ignoto, insieme con lo spazio infinito delle galassie. ‘Unknown Unknowns’, mostra tematica che è centro nevralgico dell’Esposizione, è curata da un’astrofisica dell’Esa, Ersilia Vaudo. “L’ignoto è una dimensione a cui lasciarsi andare, qualcosa di nuovo che è occasione di stupore e anche di poesia. E la gravità è il primo dei designer”, ha spiegato. Tra le cento opere in mostra c’è anche il video Gaia 2020, sulla missione dell’Esa, che rappresenta il censimento multimediale della via Lattea. E’ la mappatura di quasi 2 miliardi di stelle e i dati permettono di ricostruire l’evoluzione passata e futura della nostra galassia. Dalle galassie al Mondo Reale di Fondation Cartier pour l’art contemporain che esplora l’ignoto nella quotidianità. A fare da fil rouge sono le copertine del New York Times realizzate dall’artista Sho Shibuya, che ripercorrono i più importanti fatti dal 2020 al 2022. Un’installazione sonora diffonde la voce di Patti Smith mentre legge il testo del matematico Misha Gromov The Four Mysteries of the World. C’è poi il regista David Lynch presente con tre opere, tra cui il progetto Weather Report tramesso ogni giorno alle 19 in diretta. Il regista di Twin Peaks annuncia le previsioni meteo dalla sua casa di Los Angeles. Il piano terra di Triennale ospita il Padiglione Italia con ‘La tradizione del nuovo’ che racconta come il design italiano abbia sempre avuto un approccio coraggioso e dedicato all’esplorazione, affrontando il non ancora conosciuto attraverso la ricerca.

Il continente nero è protagonista con i lavori di Francis Kéré che porta nel piazzale antistante la Triennale ‘The Future’s Present’, una torre altra 12 metri decorata con interpretazioni contemporanee di motivi tradizionali dell’architettura del Burkina Faso. Infine i progetti speciali tra cui spicca ‘Il corridoio rosso’ degli storici dell’arte Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, installazione che ricostruisce l’interno di una casa borghese del primo Novecento. Il cantautore Francesco Bianconi riflette invece sull’ignoto evocando la profondità degli oceani con ‘Playing the Unknown’.

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