A Milano il corteo degli studenti contro l’ICE
Corteo studentesco al Politecnico di Milano contro la presenza dell’Ice durante le Olimpiadi, con protesta partecipata ma senza tensioni.
Milano si è svegliata questa mattina con un corteo studentesco che ha attraversato le vie attorno al Politecnico. La protesta, organizzata da collettivi universitari e gruppi delle scuole superiori, ha messo al centro un tema che nelle ultime settimane ha acceso il dibattito cittadino: la presenza dell’ICE, l’agenzia statunitense per l’immigrazione, in città durante le Olimpiadi Milano‑Cortina 2026.
A Milano corteo compatto e determinato
Gli studenti si sono radunati in piazza Leonardo da Vinci, davanti alla storica sede del Politecnico. Da lì il corteo, composto da oltre un migliaio di partecipanti, ha preso la direzione del Parco Trotter. La manifestazione è stata scandita da slogan, fumogeni colorati e striscioni che chiedevano con forza l’allontanamento dell’ICE dal territorio cittadino. La scelta del percorso non è stata casuale, partire dal cuore dell’università significava ribadire che, secondo i manifestanti, la città dovrebbe tutelare chi studia e non ospitare agenzie percepite come simbolo di politiche migratorie aggressive.
Le ragioni della protesta
La critica principale riguarda la decisione di accogliere l’ICE a Milano in vista dei Giochi olimpici. Secondo gli studenti, questa presenza rappresenta un segnale politico sbagliato e rischia di alimentare un clima di controllo e chiusura. A ciò si aggiunge il malcontento per le chiusure temporanee di scuole e sedi universitarie previste per motivi di sicurezza durante l’evento sportivo. Una scelta che, a loro dire, penalizza la vita quotidiana degli studenti e mette in secondo piano il diritto allo studio.

Demonstration in Milan against the presence of ICE agents at the Milan-Cortina Olympics, February 6, 2026. ANSA/Paolo Salmoirago
Un clima acceso ma senza tensioni
Nonostante la partecipazione numerosa e il tono deciso, la mattinata non ha registrato incidenti. La manifestazione è stata monitorata dalle forze dell’ordine, che hanno mantenuto un profilo discreto. Nel frattempo, in un altro punto della città, alcuni gruppi antagonisti hanno occupato l’ex Palasharp di Lampugnano, annunciando l’intenzione di restare fino all’8 febbraio. Un gesto che aggiunge un ulteriore tassello alla mappa delle contestazioni legate alle Olimpiadi.
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