Accordo con FdI, De Luca si prepara al battesimo con Meloni
Dal leader di Sud chiama Nord un approccio spiccio sull'ordine pubblico: lavori forzati per chi ha fatto saccheggi
Dal 27 al 29 ottobre l’assemblea nazionale a Roma con i big del governo per suggellare l’intesa con il Movimento Sindaci d’Italia. Il leader di Sud chiama Nord boccia il «camposanto» del centrosinistra e affonda sui disordini di piazza: «Chi fa i danni paga subito».
Un battesimo politico in grande stile
Sarà benedetto dai vertici istituzionali, per sancire un patto strategico che parte dalla Sicilia e ambisce a ridisegnare la mappa del centrodestra. Dal 27 al 29 ottobre la Capitale ospiterà l’assemblea nazionale di Sud chiama Nord promossa da Cateno De Luca e Laura Castelli per lanciare la lista comune con il Movimento Sindaci d’Italia.
Tre giorni a Montecitorio destinati a culminare il 29 ottobre con la partecipazione della premier Giorgia Meloni. Attorno al tavolo, attesi i pesi massimi di governo: dal presidente del Senato Ignazio La Russa al ministro della Difesa Guido Crosetto, fino ai titolari dell’Interno Matteo Piantedosi e dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, oltre a Maurizio Lupi e Antonio De Poli.
De Luca si prepara
Un’operazione che De Luca rivendica alla luce del sole, respingendo le sirene del centrosinistra. «All’amore clandestino che ci ha offerto il centrosinistra abbiamo preferito fare le cose alla luce del sole», ha scandito il leader autonomista da giorni protagonista delle cronache politiche nazionali. De Luca affonda il colpo contro il «campo largo o camposanto», liquidando la tentata intesa come una costruzione da laboratorio: «Hanno fatto una scelta ben precisa: un finto civismo nei salotti romani con Alessandro Onorato. Noi siamo i veri civici, abbiamo un’identità e risultati sul campo, avendo vinto in comuni chiave come Messina. Non potevamo diventare il surrogato di nessuno».
Da qui la scelta di formalizzare l’intesa con Fratelli d’Italia tramite il «prestito» dei parlamentari Luca Sbardella – commissario FdI in Sicilia – e Francesco Messina: «Nessun amore clandestino: chiarezza sempre». Presentandosi con la maglietta «Meno generali, più sindaci», De Luca non le manda a dire neppure sul fronte politico. Sulla mossa orientata a contrastare il generale Roberto Vannacci, il leader di ScN scandisce le parole con un tono al fulmicotone: «Definirla un’operazione anti-Vannacci è sminuire il nostro progetto. Con tutto il rispetto, ci misuriamo con cose più importanti. Alle boutade del generale vogliamo rispondere con la concretezza. Al partito dei cazzari vogliamo contrapporre il partito del pragmatismo, della quotidianità dei sindaci e dei territori».
Un approccio spiccio sull’ordine pubblico
Le parole di De Luca, con pari concretezza e durezza sui temi dell’attualità, a partire dall’ordine pubblico. Sugli scontri di piazza a Milano il giudizio è sferzante, con un attacco al «buonismo» di Giuseppe Sala: «Nessuna giustificazione. Per me questa gente va messa ai lavori forzati. Spero che il governo approvi subito misure straordinarie: chi viene preso in flagranza, per essere liberato, deve pagare immediatamente i danni causati al Comune e agli esercenti. Non è pensabile che le vittime debbano attendere l’esito di un processo mentre chi sfascia le città resta impunito».
Un rigore che si intreccia con l’allarme sulle emergenze economiche del Mezzogiorno. Pur sottolineando il carattere pacifico delle proteste al Sud contro il carovita e l’energia, De Luca segnala il rischio di un blocco delle merci che sta mettendo in ginocchio la Sicilia e prosciugando i supermercati. Una situazione limite su cui chiama in causa il governo Schifani, scagliandosi contro le speculazioni dei colossi della raffinazione che «causano un danno ambientale e continuano a strozzarci». Una posizione che conferma come il «partito dei sindaci» intenda presentarsi al battesimo con la premier Meloni non come comparsa, ma come forza d’urto determinata a far valere il proprio strategico peso.
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