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Attualità

Accordo Usa – Iran: quando si sbloccheranno i container

In tutto il primo trimestre una contrazione della logistica che potrà tornare alla "normalità" solo tra alcuni mesi

di Giorgio Brescia -


Il recente accordo tra Stati Uniti e Iran promette di ridisegnare gli equilibri del commercio mondiale, ma l’onda lunga della crisi continua a farsi sentire pesantemente sulla logistica italiana e sullo sblocco dei container.

Gli ultimi dati sui container fermi

Presentati dal Centro Studi di Fedespedi in occasione dell’Assemblea Pubblica di Genova, fotografano il primo trimestre del 2026. Ha registrato una contrazione del 4,6% nella movimentazione dei container nei porti nazionali. Un rallentamento che colpisce in modo asimmetrico il sistema portuale, penalizzando soprattutto gli scali gateway del Mediterraneo centrale e adriatico. Ciò, mentre tengono le rotte di transhipment e i porti della penisola iberica vicini allo Stretto di Gibilterra.

In questo scenario di profonda trasformazione, spicca il caso di Trieste. Lo scalo giuliano sconta una flessione del 23,6% nel comparto container a causa della riorganizzazione delle grandi alleanze tra le compagnie di navigazione.

Al tempo stesso, però, evidenzia un incremento del 6,4% nel traffico di veicoli industriali rotabili provenienti dalla Turchia. Questo fenomeno suggerisce lo sviluppo di rotte commerciali alternative lungo l’asse mare-gomma, nate proprio per aggirare le tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz.

La Turchia si afferma così come un partner logistico sempre più centrale per intercettare i flussi commerciali diretti verso la Mitteleuropa.

Stallo aereo

Anche il settore del trasporto aereo delle merci riflette questa fase di transizione, mostrando un calo del 2,4% complessivo che investe i principali hub cargo di Malpensa e Fiumicino. Oltre alle criticità operative in Medio Oriente, sulla contrazione pesano dinamiche regolatorie come la nuova imposta sui pacchi provenienti dall’Asia.

Le previsioni

Nonostante la distensione diplomatica internazionale, il ritorno alla normale operatività dei flussi marittimi richiederà tempo. Gli esperti del settore stimano che per assistere a una stabilizzazione e al riallineamento delle rotte saranno necessari diversi mesi. Le grandi compagnie di navigazione devono infatti pianificare la reintroduzione dei servizi di linea e rinegoziare i contratti di allocazione degli spazi, superando l’inerzia dei dirottamenti protetti attuati durante il conflitto. La ripresa del sistema gateway italiano sarà graduale- l’accordo ci metterà non poco a “pesare” sul movimento dei container – , sostenuta comunque dalla resilienza dell’export nazionale che continua a mostrare segnali di crescita.


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