Antonino Scribellito, l’italiano che a Bruxelles continua a servire il sistema postale Paese
C’è un’Italia che non fa rumore, ma costruisce ogni giorno credibilità, relazioni e risultati nel cuore dell’Europa. L’abbiamo vista crescere, personalmente, dal 1990, grazie a istituzioni come la Guardia di Finanza, pioniera del Sistema Italia a Bruxelles. Ora lo vediamo nell’Italia di cittadini come Antonino Scribellito, protagonista discreto ma determinante del settore postale europeo, da oltre vent’anni impegnato a Bruxelles nel rafforzare cooperazione, innovazione e visione strategica.
Antonino Scribellito, eccellenza italiana a Bruxelles
Unico italiano in PostEurop – l’Organismo Internazionale delle Poste Europee (1993) ed Unione Regionale a livello di dell’Unione Postale Universale (UN-UPU), Istituto Specializzato delle Nazioni Unite, nato nel 1874 – Scribellito rappresenta un caso emblematico di eccellenza nazionale al servizio dell’Europa. Nel suo ruolo di responsabile dei progetti e dell’indirizzo politico dell’organizzazione, contribuisce a orientare le politiche postali europee e a individuare opportunità di finanziamento da parte dell’Unione europea e di istituzioni internazionali, a beneficio dell’intero sistema postale.
Un lavoro tecnico, certo, ma anche profondamente politico nel senso più alto del termine: costruire convergenze, promuovere standard comuni, rafforzare la qualità e l’accessibilità dei servizi. In un settore che, troppo spesso, viene considerato residuale, Scribellito ricorda invece quanto il sistema postale sia ancora oggi un pilastro della coesione economica e sociale, oltre che un’infrastruttura fondamentale per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.
Le radici in Poste Italiane
La sua lunga esperienza affonda le radici in Poste Italiane, dove ha operato, fino allo scorso anno, negli affari europei e nella cooperazione internazionale, contribuendo alla gestione di progetti complessi e alla rendicontazione dei fondi comunitari. Un legame professionale forte, che negli anni si è trasformato in una vera e propria missione: sostenere l’Italia anche da Bruxelles.
E questo impegno non è venuto meno neppure dopo le recenti dimissioni – suo malgrado – da Poste Italiane, che voleva farlo rientrare in Italia con lo stesso livello che ricopriva quando era partito per Bruxelles due decenni fa. Dimissioni che non hanno interrotto, ma semmai rafforzato, la sua determinazione a continuare a servire il sistema Paese. Perché l’Italia, negli organismi internazionali, ha bisogno di competenze, continuità e credibilità.
E figure come Scribellito ne sono una garanzia.
Il suo contributo si estende anche a temi cruciali come la compliance, ovvero il rispetto delle normative europee e internazionali, sempre più centrale in un mercato globalizzato e competitivo. Dalla protezione dei dati alla qualità del servizio, fino all’impatto dell’intelligenza artificiale, il settore postale è chiamato a evolversi rapidamente. E PostEurop, anche grazie al lavoro di Scribellito, svolge un ruolo chiave nel guidare questa trasformazione.
In un’epoca dominata dai grandi operatori globali e dall’e-commerce, il modello europeo basato su regole condivise, servizio universale e attenzione al cittadino rappresenta una sfida ma anche un valore. Ed è proprio su questo terreno che l’Italia può continuare a distinguersi.
Da Bruxelles, dunque, arriva una lezione semplice ma potente: l’identità italiana non si difende con le parole, ma con il lavoro quotidiano, la competenza e la capacità di fare sistema. È quello che fa, da anni, Antonino Scribellito. E di cui l’Italia può andare, a pieno titolo, orgogliosa.
In questa rubrica, senza mai silenziare il fragore degli alberi che cadono in quella che noi chiamiamo “Pulcinellopoli” (e che va “da Trieste in giù…”), vogliamo dare voce anche alla foresta che cresce, fatta di italiani nel mondo che amano e fanno onore al nostro Paese. Antonino Scribellito è parte di quella foresta.
E da Bruxelles, per questa settimana, è tutto.
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