Atalanta–Borussia Dortmund 4–1 nella serata della Dea
La Dea ha battuto il Borussia Dortmund all’ultimo minuto di recupero aggiudicandosi il passaggio del turno in Champions.
Per l’Atalanta e i suoi tifosi questa serata resterà nella storia, un 4–1 al Borussia Dortmund che non è solo un risultato, ma una dichiarazione di identità europea.
Un inizio feroce
La Dea entra in campo con un’intensità che non ammette repliche. Pressione alta, linee corte, pallone recuperato in zone dove il Dortmund non è abituato a difendersi. Il gol di Scamacca dopo pochi minuti non è un episodio, è la conseguenza diretta di un piano gara costruito per togliere ossigeno e certezze ai tedeschi. Da lì, l’Atalanta non arretra. Zappacosta raddoppia allo scadere del primo tempo, premiando una squadra che ha trasformato la fascia destra in un corridoio di superiorità costante.
La gestione emotiva
Il 3–0 di Pasalic è il simbolo di una maturità nuova. niente frenesia, niente forcing cieco, solo la capacità di riconoscere il momento e colpirlo con chirurgica lucidità. Quando Adeyemi riapre il confronto con un gran bel gol, l’Atalanta non si scompone. Non arretra, resta fedele al proprio calcio.
Il rigore al 98’ e qualificazione
Il penalty trasformato da Samardzic nel recupero è la fotografia di un Atalanta che ha imparato a reggere la pressione, a convivere con l’idea di poter fare la storia. Il boato del Gewiss Stadium celebra la qualificazione e abbraccia i propri beniamini.
Una qualificazione che cambia la prospettiva
Il passaggio del turno, molto complicato visto il risultato dell’andata, dà la sensazione che l’Atalanta abbia finalmente acquisito la mentalità per affrontare le grandi notti europee. Controllo emotivo, gestione dei momenti, capacità di colpire quando la partita si accende con qualsiasi squadra affronti.
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