Auto aziendali: elettrico sì, l’Ai resta indietro
Veicoli sempre più connessi, piattaforme digitali sempre più integrate e prime applicazioni di Ai che iniziano a entrare nei processi di gestione delle flotte
Auto aziendali: l’elettrico corre, ma la rivoluzione Ai resta indietro. La transizione energetica delle flotte aziendali italiane procede a ritmo sostenuto. Quasi il 90% delle aziende ha già introdotto almeno un veicolo elettrico o ibrido plug-in nel proprio parco auto. Tuttavia, dietro questo dato emerge una criticità meno evidente: la digitalizzazione delle flotte non sta avanzando con la stessa velocità.
Flotte aziendali: la spia di una criticità
La ricerca presentata durante l’evento “Drive the Change: Fleet & Mobility Management”, realizzata su un campione di 101 fleet manager e oltre 68mila veicoli, evidenzia infatti una significativa distanza tra l’adozione di nuove motorizzazioni per le auto aziendali e la capacità di utilizzare dati, connettività e strumenti digitali avanzati.
L’elettrificazione accelera
Secondo lo studio, l’89% delle imprese dispone nel parco auto aziendali già di almeno un veicolo elettrico o ibrido plug-in. Parallelamente, il 73% prevede di aumentare la quota di veicoli BEV e PHEV nei prossimi 12 mesi e il 70% intende integrare ulteriori mezzi elettrificati entro il 2027.
Tra le motivazioni che spingono questa trasformazione emergono soprattutto le nuove aliquote sui fringe benefit, indicate dal 70% degli intervistati, seguite dalla volontà di ridurre l’impatto ambientale, citata dal 61%, e dal miglioramento della reputazione aziendale, considerato rilevante dal 51%.
Nonostante la crescita dell’elettrificazione, il 64% del parco circolante aziendale continua però a essere alimentato da motori tradizionali benzina o diesel.
La digitalizzazione non tiene il passo
Il dato che più colpisce riguarda l’utilizzo delle informazioni generate dai veicoli. Solo il 27% delle aziende dichiara infatti di utilizzare i dati provenienti dalle proprie flotte connesse attraverso sistemi telematici avanzati.
Ancora più significativo è il fatto che soltanto il 30% delle organizzazioni riesca a trasformare i dati raccolti in informazioni realmente utilizzabili a supporto delle decisioni operative.
In altre parole, mentre l’elettrificazione sta entrando stabilmente nelle strategie aziendali, la valorizzazione dei dati resta limitata a una minoranza delle imprese.
Auto connesse, ma dati poco sfruttati
Le tecnologie di connettività sono presenti in misura crescente. I sistemi risultano adottati dal 61% delle aziende, mentre quelli di infotainment raggiungono il 57%. Le piattaforme dedicate alla manutenzione e alla diagnostica si fermano invece al 39%.
Le imprese che investono nella connettività lo fanno soprattutto per aumentare la sicurezza dei dipendenti e ottimizzare consumi energetici e carburante, obiettivi indicati entrambi dal 45% degli intervistati. Il 36% vede invece nella manutenzione predittiva uno dei principali vantaggi offerti dai veicoli connessi.
La raccolta dei dati, tuttavia, non coincide automaticamente con la capacità di interpretarli e utilizzarli in modo efficace.
L’Ai cresce, ma resta agli inizi
Anche l’Ai inizia a trovare spazio. Secondo la ricerca, il 20% delle aziende ha già introdotto soluzioni Ai o ne sta valutando l’adozione, mentre un ulteriore 30% prevede investimenti nei prossimi due anni.
Le applicazioni più diffuse riguardano le dashboard avanzate di analisi operativa, indicate dal 47% delle aziende, seguite dal monitoraggio dei consumi energetici al 30% e dalla manutenzione predittiva al 28%.
I numeri suggeriscono però che la diffusione dell’Ai resta ancora limitata rispetto alle aspettative che accompagnano il settore.
Il dato più critico riguarda la cybersecurity
Se l’elettrificazione avanza e la connettività aumenta, emerge una vulnerabilità che gli stessi dati della ricerca mettono chiaramente in evidenza.
Solo il 5% delle aziende dispone di programmi di sicurezza informatica specificamente progettati.
Un dato particolarmente significativo in un contesto caratterizzato da veicoli sempre più connessi, piattaforme digitali sempre più integrate e prime applicazioni di Ai che iniziano a entrare nei processi di gestione delle flotte.
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