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Autovelox: i piccoli Comuni sono Bancomat

Una rete invisibile di occhi elettronici che, solo nel corso dell'anno scorso, ha drenato dalle tasche degli automobilisti italiani la cifra monstre di 284 milioni e 390mila euro

di Giorgio Brescia -


Autovelox: un impero intoccabile nei Comuni Bancomat. La vera miniera d’oro delle multe per eccesso di velocità in Italia non si nasconde sotto l’ombra del Duomo di Milano o tra i viali della Capitale, ma lungo le strade che tagliano piccoli centri di provincia.

Autovelox, i piccoli Comuni la fanno da padrone

L’ultima analisi condotta da Facile.it sui rendiconti ufficiali del ministero dell’Interno rivela un fenomeno di “sistema”: la metamorfosi dei piccoli enti locali in veri e propri “Comuni bancomat”.

Una rete invisibile di occhi elettronici che, solo nel corso dell’anno scorso, ha drenato dalle tasche degli automobilisti italiani la cifra monstre di 284 milioni e 390mila euro.

In questo quadro, uno per tutti, il paradosso di Villapiana: quando la provincia batte Milano. Un dato clamoroso che emerge scardinando la gerarchia demografica del Paese.

Il caso scuola Vallepiana

Se la classifica dei capoluoghi vede l’irraggiungibile primato di Firenze con 19,7 milioni di euro, seguita da Bologna con 9,2 milioni, la vera sorpresa esplode fuori dalle grandi città.

Il caso scuola si chiama Villapiana, un Comune di appena 5mila anime in provincia di Cosenza. Da solo, questo piccolo centro calabrese ha incassato oltre 6milioni e 990mila euro grazie ai dispositivi di controllo della velocità.

Per capire la portata del fenomeno basta un paragone: Villapiana ha registrato entrate superiori a quelle di Milano, che si ferma a 6,94 milioni, pur avendo un bacino di utenza infinitamente superiore.

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Un caso non isolato

Subito dietro Villapiana troviamo Fiumicino in provincia di Roma con 6,97 milioni e Galatina in provincia di Lecce con 5,3 milioni. Comuni che non sono capoluogo. E che, sommati, drenano il 64,9% dell’intero tesoretto nazionale delle multe stradali.

Nella mappa dei proventi, anche una netta faglia geografica: il Nord cannibalizza la quota maggiore con il 48,7% degli incassi complessivi (138,4 milioni), mentre il Centro si attesta al 27,5% e il Sud (isole comprese) si spartisce il restante quarto della torta.

Oltre i numeri

Resta aperto il dibattito che qualcuno prova a volere etico prima che normativo. Da un lato l’eccesso di velocità rappresenta la prima causa di sinistri mortali sulle nostre strade, dall’altro milioni di euro concentrati in microscopici nodi stradali sollevano un pesante dubbio.

Che lo strumento elettronico sia calibrato più per sanare i bilanci comunali che per educare l’automobilista. Tra il diritto alla sicurezza e il sospetto del prelievo forzoso, l’impero degli autovelox continua a fatturare. Un sistema finora e tuttora intoccabile.

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