L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Bankitalia: allarme truffe prestiti su Facebook e Telegram

Il meccanismo: la richiesta di 50 euro, poi il contratto e una nuova richiesta di 150 euro....

di Angelo Vitale -


Bankitalia lancia un allarme ufficiale per una nuova ondata di truffe online in cui malintenzionati si spacciano su Facebook e Telegram come agenti autorizzati a erogare prestiti a nome dell’Istituto. Diverse segnalazioni di cittadini hanno portato l’autorità ad avvisare che la Banca non offre alcun servizio di prestito o finanziamento ai privati e a chiedere l’oscuramento dei profili fraudolenti. Il meccanismo di frode è sofisticato: parte da post social apparentemente legittimi e sfocia nella richiesta di pagamenti anticipati su conti esteri e raccolta di Iban e dati sensibili.

La denuncia ufficiale: come opera la truffa

Secondo l’avviso pubblicato oggi sul sito istituzionale di Bankitalia circa l’allarme truffe, diversi profili e canali su piattaforme come Facebook e Telegram stanno diffondendo offerte. Promuovono prestiti a condizioni “facilitate” spacciandosi per intermediari che lavorano per conto dell’Autorità.

L’Istituto sottolinea che questi profili utilizzano indebitamente il nome della Banca, il logo e spesso anche i nominativi di suoi dirigenti, insieme a false carte intestate e documenti che sembrano ufficiali.

Il meccanismo truffaldino ricostruito dalle denunce di cittadini truffati è il seguente: i post su Facebook attirano l’attenzione degli utenti offrendo prestiti; chi risponde viene contattato da soggetti che si dichiarano “mediatori creditizi per conto di Banca d’Italia”, gli viene richiesto un pagamento di circa 50 euro tramite bonifico istantaneo su un conto corrente con IBAN estero per “lavorazione della pratica” e gli viene richiesto di fornire IBAN, dati personali e documenti.

La richiesta di ulteriori somme e i falsi contratti

Dopo aver pagato la prima somma, la vittima riceve un falso contratto di finanziamento con nomi falsi di dirigenti e firme contraffatte — documenti che spesso includono circolari interne fasulle, screenshot di procedure di credito o presunte “licenze” per l’agente creditizio.

Quando la vittima si prepara a concludere l’iter, le viene chiesto di aprire un conto corrente con una banca estera su cui versare ulteriori 150 euro come condizione essenziale per erogare il prestito e regolamentare l’operazione. Dopo i versamenti, i truffatori continuano a chiedere altre somme “per motivi vari”, sfruttando la leva psicologica della ormai percepita vicinanza alla conclusione positiva del prestito.

Tutte le comunicazioni tra truffatori e vittime avvengono di norma su Telegram, dove i canali possono essere cancellati o migrati rapidamente non appena segnalati alle piattaforme o alle autorità.

Bankitalia: “Non offriamo prestiti”

Nell’avviso la Banca d’Italia ribadisce con forza che non offre alcun servizio di investimento, finanziamento o gestione di denaro a privati e che non ha agenti autorizzati per erogare prestiti su base individuale. Tutte le informazioni rilevanti sono disponibili solo sul sito ufficiale bancaditalia.it.

L’Istituto ha già chiesto l’oscuramento dei canali e dei siti fraudolenti intercettati e si riserva di attivare ulteriori misure di tutela sia per gli utenti sia per la propria immagine, incluso il coinvolgimento delle Autorità giudiziarie competenti.

Lo scenario è più ampio: truffe finanziarie in crescita

L’allarme di Bankitalia si inserisce in un più ampio contesto di frodi digitali e tentativi di scam economico che negli ultimi anni hanno colpito utenti e risparmiatori in Italia. Secondo la Relazione annuale dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), le frodi bancarie legate a strumenti di pagamento e crimini informatici rappresentano una quota significativa delle controversie: nel 2024 i casi di utilizzi fraudolenti hanno costituito circa il 30% del contenzioso complessivo, con un importo medio coinvolto di oltre 4.700 euro per frode.

Tra le tecniche più diffuse ci sono phishing, smishing e vishing, in cui i truffatori cercano di carpire non solo dati personali ma anche codici di accesso a conti online, sfruttando email, SMS o telefonate apparentemente legittime.

Consigli per gli utenti: come difendersi

Le autorità raccomandano ai cittadini di non rispondere a messaggi sospetti, di non fornire alcun dato personale o bancario e di fare sempre riferimento ai canali ufficiali delle istituzioni. È inoltre consigliato segnalare tempestivamente alle piattaforme social e alle Forze dell’Ordine qualsiasi profilo o richiesta sospetta che utilizzi indebitamente nomi istituzionali.

Nel caso si sia già caduti nella truffa, è fondamentale contattare immediatamente la propria banca per bloccare eventuali bonifici e carte e presentare denuncia alle autorità competenti con tutta la documentazione delle conversazioni e dei pagamenti effettuati.

Leggi anche Attacchi cyber: il perché dell’intervento di Bankitalia


Torna alle notizie in home