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Esteri

Benzina, la Slovenia valuta strette ai rifornimenti dei non residenti

Distributori sloveni sotto pressione, afflusso di stranieri, scorte in calo e governo pronto a valutare limitazioni.

di Gianluca Pascutti -


La Slovenia sta valutando restrizioni sull’erogazione alla pompa della benzina. Il governo di Lubiana sta infatti analizzando l’ipotesi di introdurre misure per contenere l’acquisto di carburante da parte degli automobilisti stranieri, dopo giorni di afflusso eccezionale ai distributori e segnalazioni di scorte in rapido esaurimento nelle aree più esposte. La questione, pur senza decisioni già formalizzate, è diventata un tema politico ed economico di primo piano.

Prezzi regolati e afflusso record

La Slovenia mantiene un sistema di price cap aggiornato ogni due settimane, che ha portato la benzina a 1,466 €/l e il diesel a 1,528 €/l. A questo si aggiunge una riduzione delle accise decisa per attenuare l’impatto dei mercati internazionali. Il risultato è stato immediato, un differenziale di prezzo molto favorevole rispetto ai Paesi vicini e un aumento costante del traffico transfrontaliero. Nelle ultime giornate, alcuni distributori di confine hanno registrato un consumo superiore alla media, con episodi di carburante terminato prima del previsto. Il governo non ha comunque autorizzato il rilascio graduale delle riserve nazionali per stabilizzare l’offerta, spiegando che il problema non sono le scorte ma la rapidità con cui le cisterne dei distributori si svotano.

Le ipotesi sul tavolo

Secondo quanto trapela da ambienti governativi, l’esecutivo sta valutando diverse opzioni. Tra queste, limiti temporanei ai rifornimenti nelle zone di confine, una gestione più rigida delle scorte e un monitoraggio più serrato dei flussi di acquisto. Non è escluso che vengano introdotte misure specifiche per i non residenti, anche se al momento non esiste un testo normativo in preparazione.

L’obiettivo dichiarato è duplice, garantire la continuità dell’approvvigionamento per i residenti e preservare la stabilità del sistema di prezzi regolati, messo sotto pressione da un afflusso inatteso dopo lo scoppio della crisi in Medio Oriente. Il caro benzina è diventato così il simbolo di un equilibrio delicato tra tutela del mercato interno e libertà di circolazione.

Un tema destinato a restare aperto

Il governo sloveno ha ribadito che ogni decisione verrà presa solo dopo un’analisi completa dell’impatto economico e logistico. Nel frattempo, i distributori continuano a operare con scorte rafforzate e con un’attenzione particolare alle aree più critiche. La situazione resta fluida e non emergono, per ora, segnali di emergenza.

Quando una misura potrebbe violare Schengen

Discriminare esplicitamente i non residenti: benzina vietata agli stranieri, prezzi diversi per residenti e non residenti. Questo tipo di distinzione può essere considerato contrario al principio di non discriminazione tra cittadini UE.

Introdurre controlli sistematici alle frontiere solo per verificare chi si rifornisce. Controlli permanenti e non giustificati da motivi di sicurezza sarebbero incompatibili con Schengen.

Limitare l’accesso a un servizio commerciale esclusivamente sulla base della nazionalità. Anche questo rischia di violare le norme sul mercato interno.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se la Slovenia opterà per misure restrittive o se basteranno gli interventi già avviati per riportare il sistema in equilibrio.


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