Market vuoti, danni all'agricoltura e all'economia: il Viminale si muove per smobilitare i presidi
A Caserta i caseifici chiudono per mancanza di latte, nel Salernitano gli agricoltori hanno regalato insalata pronta agli automobilisti, prima che marcisca e che debba essere buttata via. Quella di ieri è stata un’altra giornata campale. Perché, anche dopo l’incontro tra gli autotrasportatori e il ministro ai Trasporti Matteo Salvini, in diverse zone del Sud i blocchi stradali hanno proseguito a strozzare i rifornimenti. In Campania, Puglia e Calabria la situazione nei supermercati è tesa. Anzi, vuota come gli scaffali. A Crotone è stato necessario allestire, in Prefettura, una task force per evitare rincari e speculazioni. I disagi per le proteste, e le mancate consegne, si son fatti sentire fino a Malta. Nelle città del Sud è scattata anche la corsa ai carburanti. Lunghe file agli impianti che ancora avevano diesel e benzina da vendere. Insomma, una giornata da dimenticare.
Una giornata da dimenticare
Pure i consumatori sono scesi in campo e il Codacons ha promesso una pioggia di denunce “se i blocchi non verranno rimossi”. Da Confindustria fino a Coldiretti, passando per Legacoop e Confcommercio e via citando la maggior parte delle organizzazioni dei produttori, un solo appello: quello diretto agli autotrasportatori ancora in agitazione affinché smobilitassero, a lasciassero campo libero alla ripresa dei collegamenti. Un appello, in tal senso, era giunto anche dalle stesse associazioni che avevano preso parte all’incontro in Prefettura a Milano con Salvini.
Urso, il Viminale e la rimozione dei presidi
Un appello che, ieri pomeriggio durante l’intervento in Parlamento, ha citato pure il ministro alle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso quando ha detto alla Camera: “Il Viminale riferisce che si sta procedendo all’identificazione anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura infatti comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo, emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”.
I dubbi di Lollobrigida
Proprio il vicepremier, in mattinata e con mille distinguo, aveva bollato come “illegali” i blocchi stradali. Il suo vice al Mit, Edoardo Rixi, aveva ribadito che i pagamenti sarebbero partiti “già da oggi” e che quindi, non ci fosse più ragione di tenere bloccato il Paese. Il ministro all’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, l’ha toccata piano. E, conversando coi giornalisti in Transatlantico, s’è detto preoccupato perché “ci sono tonnellate di fresco e freschissimo che da Sud non arrivano a Nord a causa di blocchi che peraltro, dopo il comunicato di tutte le sigle sindacali degli autotrasportatori, appaiono difficilmente spiegabili”.
“Studiate qualche casellario giudiziario…”
Poi, ferme restando le ragioni della protesta e il diritto di ognuno a manifestare le sue opinioni e rimostranze, il titolare del Masaf ha spiegato: “C’è qualcosa che uno può facilmente evidenziare andando a vedere il curriculum vitae dei leader, spesso, delle manifestazioni di protesta. Se vi andate a studiare anche qualche casellario giudiziario, verificherete che purtroppo ci sono delle criticità”. “Il che – ha specificato il ministro – non incide sulla qualità delle istanze dei cittadini ma chi lo fa in maniera strumentale non risponde alle caratteristiche di chi fa delle legittime richieste”. Ecco. Insomma, il Paese non può restare bloccato.