Quando la sicurezza è sotto attacco serve un fronte comune
Eì necessario sgombrare il campo da equivoci, togliere a chiunque qualsiasi parvenza di alibi e alzare un muro comune contro chi minaccia i diritti altrui con assalti alle città che si traducono in attacchi alle istituzioni
Da un lato si respinge al mittente ogni accusa di sottovalutazione del rischio, dall’altro ci si prepara a fronteggiare eventuali nuovi disordini di piazza. È questo il doppio binario sul quale si muove il governo dopo le polemiche seguite alla gestione delle manifestazioni dello scorso fine settimana e alle nuove misure varate con un decreto sulla sicurezza guardano ai prossimi cortei. Su entrambi i punti, durante il question time di ieri alla Camera, il ministro per Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, è stato estremamente chiaro. Anche rivendicando l’obiettivo del governo teso a “migliorare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e di contrasto alla criminalità, anche quella minorile”.
Il diffondersi della paura
Dopo quanto accaduto, gli occhi sono quindi puntati sulla manifestazione prevista per sabato a Milano, sulla quale si concentrano attenzione e timori. La paura per quanto potrebbe accadere è, infatti, diffusa e non investe solo la politica, ma soprattutto la società civile. A partire dai commercianti che si sentono esposti al rischio di altre devastazioni e nuovi saccheggi, per arrivare ai cittadini nei quali si è acuita la sensazione di insicurezza percepita anche solo passeggiando per le strade della città. E proprio la paura rappresenta uno dei fattori più emblematici di quanto sta accadendo. Basti semplicemente pensare che diffondere il panico, nella speranza che ne derivi caos e instabilità, è una delle strategie alla base del terrorismo. La degenerazione violenta delle manifestazioni rischia infatti di determinare le stesse conseguenze. È anche per scongiurare questo pericolo, meno evidente delle azioni di guerriglia urbana ma altrettanto allarmante, che Milano si trasformerà in una città blindata.
Verso una Milano blindata
E presidiata anche dai parà inviati a supporto delle forze dell’ordine. Eppure, nonostante il sindaco Sala abbia colto con favore l’invio dei militari, tanto che il ministro dell’Interno Piantedosi ha parlato di una piena condivisione con il primo cittadino di Milano sulle misure per garantire la sicurezza, persiste un’evidente distanza che divide maggioranza e opposizione in un momento nel quale la priorità è, invece, dare una risposta unanime. Per sgombrare il campo da equivoci, per togliere a chiunque qualsiasi parvenza di alibi, ma soprattutto per alzare un muro comune contro chi minaccia i diritti altrui con assalti alle città che si traducono in attacchi alle istituzioni. Perché a prescindere dal fatto che nel mirino ci sia il governo, a pagare il prezzo della violenza sono innanzitutto i cittadini.
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