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Attualità

Bruxelles prende tempo sulla lettera di Meloni

La Commissione rimpalla l'Italia mentre Aie-Fmi e Wto lanciano (l'ennesimo) allarme sull'energia

di Cristiana Flaminio -


Bruxelles e la lettera di Meloni. Il tempo è tutto. Non c’è più tempo da perdere, tuonano Fmi, Aie e Wto. Che, pur di far arrivare il messaggio che sull’energia non c’è da scherzare e che le scorte di petrolio scendono a livelli paurosi, si son messi insieme. A morire e a pagare, però, c’è sempre tempo. Almeno a Bruxelles. Dove la Commissione ha deciso di rimpallare la lettera di Giorgia Meloni. E ha iniziato a prendere tempo. Appunto, e pur di brutto muso. La fiscalissima Ue, quando c’è da sganciare, si rivela attendista più di un protestato storico. Ed è così pure adesso che l’Italia ha messo la Commissione di fronte al muro: o si fa più flessibilità oppure niente armi.

Bruxelles, il tempo e la lettera di Meloni

“I tempi di replica alle lettere non sono incisi nella pietra”, ha detto la signora Paula Pinho, portavoce dell’ineffabile Ursula von der Leyen. “So che stiamo preparando una risposta alla lettera della premier italiana, ovviamente tutte le lettere che riceviamo meritano una risposta”, e ci mancherebbe pure: mica siamo a Bim Bum Bam. “Non posso dirvi se sarà questa settimana ma posso confermarvi che la lettera ha tutta la nostra attenzione e che ci sarà una risposta. Sul contenuto della lettera dovrete aspettare fino a quando verrà inviata”. Aspetta, appunto. E spera. Ma di tempo non ce n’è più. Fondo monetario internazionale, Agenzia internazionale per l’energia e l’Organizzazione mondiale del commercio tremano di fronte al crollo delle riserve di petrolio. O apre Hormuz, o saranno guai. Ma a Bruxelles credono ancora che siano i paletti a far girare il mondo. Forse non girerà il mondo ma altro, purtroppo, sì. Vorticosamente.


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