Caso Garlasco, nuove ombre sull’alibi di Sempio
Resta da capire se gli elementi emersi riusciranno a modificare in maniera sostanziale il quadro conosciuto finora
Il caso Garlasco entra in una fase delicata. A pochi giorni dalla scadenza del 28 settembre, nuovi elementi sulla posizione di Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Al centro degli ultimi sviluppi ci sono il Dna trovato sotto le unghie della vittima, l’impronta 33, le tracce di scarpe nella villetta e nuove verifiche sullo scontrino del parcheggio di Vigevano, indicato come elemento a sostegno dell’alibi. Proprio il ticket emesso alle 10.18 del 13 agosto 2007 tornato sotto la lente degli investigatori. Le ultime ricostruzioni avrebbero individuato un testimone mai ascoltato prima che avrebbe riferito di avere conoscenza dello scontrino consegnato all’allora diciannovenne e non prelevato personalmente da lui. Una circostanza ancora da verificare e sulla quale i suoi legali hanno precisato di non conoscere il relativo verbale. Se trovasse riscontri, la testimonianza potrebbe assumere rilievo nella ricostruzione degli spostamenti della mattina dell’omicidio.
Il Dna sotto le unghie di Chiara, l’impronta 33 e quella delle scarpe a pallini
Resta centrale il fronte genetico. La perizia della genetista Denise Albani ha indicato una compatibilità tra il profilo maschile ricavato dal materiale presente sotto le unghie di Chiara e la linea maschile della famiglia Sempio. Il risultato, tuttavia, non permette un’attribuzione individuale certa e rimangono aperte questioni sulla qualità e sull’interpretazione della traccia. Per questo sono stati disposti ulteriori approfondimenti affidati al genetista Carlo Previderè.
Altro punto controverso è la famosa impronta 33, rilevata sul muro delle scale che conducono alla cantina della villetta di via Pascoli. I consulenti di parte sostengono che non possa essere attribuita all’indagato e contestano le valutazioni investigative sulle corrispondenze individuate.
Parallelamente proseguono le analisi sulle impronte di scarpe a pallini. Cristina Cattaneo è stata incaricata di verificare la misura del piede e l’eventuale compatibilità con le tracce, mentre i consulenti di Sempio sostengono che le dimensioni non corrispondano.
Attesa per il 28 settembre
La data chiave è adesso quella del 28 settembre, termine indicato per gli ulteriori approfondimenti. A quel punto gli inquirenti potranno mettere insieme risultati scientifici, testimonianze, dichiarazioni e intercettazioni e valutare quale direzione imprimere all’inchiesta.
A quasi vent’anni dall’omicidio, il delitto di Garlasco torna così a ruotare attorno alle tracce raccolte nella villetta di via Pascoli e alla loro rilettura attraverso nuovi strumenti investigativi. Resta da capire se gli elementi emersi riusciranno a modificare in maniera sostanziale il quadro conosciuto finora. Quello che vede Alberto Stasi condannato come l’unico colpevole del delitto e un nuovo indagato, Andrea Sempio, che allo stato va considerato come presunto innocente.
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