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Cavi sottomarini: la sovranità digitale dell’Europa passa da qui

L'Ue stanzia 347 milioni per la loro sicurezza

di Angelo Vitale -


Cavi sottomarini, la sovranità digitale dell’Europa passa sotto i suoi mari. Una rete di infrastrutture tanto critiche quanto sconosciute.

Cavi sottomarini: a che servono in Europa

Trasportano il 99% del traffico dati globale, rendendoli asset strategici per internet, servizi finanziari, comunicazioni governative e flussi commerciali. Per questo l’Unione europea ha stanziato 347 milioni di euro per rafforzarne la protezione e la resilienza, tramite la nuova Cable Security Toolbox e la lista dei Cable Projects of European Interest.

L’iniziativa punta a ridurre il rischio di danni accidentali o attacchi deliberati e a garantire continuità in settori strategici.

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Miliardi di dollari di investimenti

Negli ultimi cinque anni, la regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) ha assorbito circa il 32% degli investimenti globali nei cavi sottomarini, pari a 5,37 miliardi di dollari, con un aumento della capacità totale dei cavi del 18% tra il 2020 e il 2024.

Cavi che sono distribuiti lungo rotte chiave. Nel Mediterraneo passano oltre 120 cavi internazionali, collegando l’Italia, la Francia, la Spagna e il Nord Africa. Nel Nord Europa i collegamenti tra Regno Unito, Paesi Bassi, Germania e Scandinavia rappresentano nodi fondamentali per la connettività continentale.

Il ruolo chiave dell’Italia

L’Italia, in questa partita, gioca un ruolo strategico. Attraverso il consorzio guidato da Retelit e Sparkle, il Paese controlla oltre 600mila chilometri di cavi sottomarini, parte della dorsale digitale europea.

Francia, Germania e Paesi Bassi stanno sviluppando standard di sicurezza elevati e sistemi di sorveglianza avanzata, mentre i Paesi nordici integrano la protezione dei cavi nelle strategie nazionali di difesa e cybersecurity.

Questa eterogeneità crea alcune distonie strategiche. I Paesi mediterranei puntano anche a connettività commerciale con l’Africa e il Medio Oriente, mentre i membri più digitalizzati si concentrano su resilienza e monitoraggio dei cavi.

Obiettivo sicurezza

Il pacchetto Ue finanzia interventi concreti: sorveglianza dei fondali, sistemi di allerta precoce, manutenzione e riparazione rapida. La Commissione europea stima che questi investimenti aumenteranno la resilienza del 25% rispetto allo scenario attuale e ridurranno il rischio di interruzioni significative per almeno il 40% delle infrastrutture considerate critiche.

La posta in gioco è chiara. I cavi sottomarini non sono solo un asset tecnologico, ma una leva di sovranità digitale. Stati Uniti e Paesi asiatici controllano gran parte della produzione e della manutenzione, rendendo necessario per l’Europa rafforzare capacità interne e coordinamento tra Stati membri. L’investimento Ue e la collaborazione tra governi e operatori privati rappresentano quindi un passo concreto per garantire continuità di servizi essenziali, sicurezza dei dati e competitività economica su scala continentale.

Il futuro corre sott’acqua

Con questa strategia, i cavi sottomarini diventano una componente chiave della politica digitale europea, non più invisibile ma misurabile in numeri e chilometri, e il loro monitoraggio assume un valore pratico immediato per imprese, cittadini e istituzioni. La sovranità inseguita in questo secolo secolo passa anche attraverso questi fili di fibra ottica sommersi. Trasportano non solo dati ma sicurezza, economia e futuro.


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