Cesare Parodi si è dimesso da Presidente dell’Anm
Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell’Anm. La notizia è stata resa nota poco dopo la chiusura dei seggi a seguito della due giorni di voto sul referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. A quanto si apprende, il passo indietro sarebbe dovuto a motivi di carattere personale. Parodi ha comunicato la decisione di dimettersi per motivi familiari al Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati pochi minuti prima delle 15. Probabilmente le motivazioni potrebbero avere a che vedere con lo stato di salute di un familiare stretto. La scelta di lasciare il vertice dell’Associazione sarebbe, infatti, ‘irrevocabile’ rispetto a quanto trapela. Non ci sarebbe dunque alcun legame con l’esito referendario. Anzi, a quanto pare, al momento le dimissioni sono state solamente anticipate e saranno formalizzate nei prossimi giorni. Parodi ha però preferito rendere pubblica la notizia proprio per evitare che la decisione potesse essere vista come legata all’esito del referendum.
Classe 1962, Cesare Parodi è entrato in magistratura nel 1990. Dal 1991 al 2017 ha lavorato come sostituto procuratore presso la Procura Circondariale e poi presso la Procura della Repubblica di Torino. Successivamente, fino al 2025 è stato Aggiunto presso la medesima Procura, fino alla nomina a Procuratore della Repubblica di Alessandria avvenuta nel novembre del 2025. Iscritto alla corrente Magistratura Indipendente fin dall’ingresso in magistratura nel 1990, Parodi è stato eletto al vertice dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) appena un anno fa, nel febbraio del 2025, rispetto a quando si è poi dimesso. La sua nomina alla presidenza del sindacato dei magistrati ha praticamente coinciso con la fase più calda dell’iter parlamentare della riforma della giustizia.
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