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Attualità

Che succede nel Sahara? Patto” Marocco-Israele

Dietro l'escalation di una strana "guerra fredda" , il vero convitato di pietra è l'Algeria

di Angelo Vitale -


Il silenzio del Sahara occidentale spezzato dal ronzio quasi impercettibile di un motore invisibile: che succede?

Lungo il “muro della vergogna”

Lungo la barriera di sabbia fortificata che divide il deserto, un attacco mirato dal cielo ha stroncato la vita di Lahbib Mohamed Abdelaziz, figura chiave del Fronte Polisario e figlio dello storico leader della Repubblica Araba Saharawi Democratica.

Non uno scontro a fuoco convenzionale, ma l’effetto mirato (e collaterale) più crudo di un’alleanza fino a pochi anni fa fantapolitica. Pochi parlano del patto strategico e militare tra il Regno del Marocco e lo Stato di Israele.

Cosa unisce davvero Rabat e Tel Aviv sotto il sole cocente del Nord Africa?

E come ha fatto la tecnologia mediorientale a ridefinire un conflitto dimenticato da decenni? E’ il “Grande Baratto” degli Accordi di Abramo.

Per capire che succede nel Sahara e la fine di Lahbib Mohamed Abdelaziz, un passo indietro, fino alla fine del 2020. in quel momento la geopolitica globale subisce una scossa tellurica con la firma degli Accordi di Abramo. Il Marocco accetta di normalizzare i rapporti diplomatici con Israele. La moneta di scambio è pesantissima: il riconoscimento ufficiale da parte degli Stati Uniti della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale.

Per il Re Mohammed VI, il trionfo di una vita. Per il Fronte Polisario, che lotta per l’autodeterminazione del popolo Saharawi da quasi cinquant’anni, l’inizio di un isolamento drammatico.

La guerra dei droni: tecnologia israeliana nel Sahara

L’intesa diplomatica si è trasformata rapidamente in un patto d’acciaio militare. Nel novembre 2021, una storica visita del ministro della Difesa israeliano a Rabat sancisce un accordo di cooperazione senza precedenti nel mondo arabo. Vendita di armi, condivisione di intelligence e sviluppo di industrie militari congiunte.

Nelle mani dell’esercito marocchino arrivano così i gioielli della tecnologia bellica israeliana. Sono droni kamikaze “Harop” e sistemi di ricognizione avanzata Hermes. In più, sistemi di difesa aerea ad alta precisione. E software di sorveglianza elettronica di ultima generazione.

La guerriglia del Polisario

Storicamente basata su attacchi rapidi nel deserto e ritirate strategiche, da allora letteralmente azzerata. Oggi, il deserto è sorvegliato da occhi elettronici capaci di colpire a chilometri di distanza prima ancora di essere avvistati.

L’ombra dell’Algeria e la nuova guerra fredda nordafricana

Dietro questa escalation non ci sono solo Rabat e il Polisario. Il vero convitato di pietra è l’Algeria, storica rivale del Marocco e principale sponsor politico e militare dei Saharawi.

Il patto tra Marocco e Israele ha di fatto ridisegnato i confini di una “guerra fredda” maghrebina. Se l’Algeria risponde schierando i suoi alleati e blindando i confini, il Marocco risponde proiettandosi verso il futuro della difesa tecnologica, forte dell’asse con Tel Aviv.

Un asse che garantisce a Israele una sponda strategica nel mondo islamico e al Marocco la certezza militare di poter blindare, una volta per tutte, il controllo sul Sahara Occidentale.

La morte di Lahbib Mohamed Abdelaziz: il segnale definitivo

La guerra nel deserto non si combatte più solo con le truppe e i fuoristrada, ma si decide ormai nelle stanze della diplomazia internazionale e sui monitor dei droni d’alta quota.

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