Chi ha paura di un angelo donna?
Sen. Susanna Donatella Campione
Componente commissione cultura Senato
Ormai è diventata una vera ossessione.
La sinistra vede Giorgia Meloni dappertutto: troppo presente in televisione, troppo assidua sugli scenari internazionali, troppo popolare. Viene invitata continuamente a riferire in Parlamento e il refrain è sempre lo stesso: “Meloni riferisca”.
Verrebbe quasi da dire che siamo davanti a una vera e propria Meloni-mania da leggere in senso contrario, avverso.
Una mania che arriva fino al punto di “individuarla” persino in un affresco all’interno della chiesa di San Lorenzo in Lucina, a Roma.
La vicenda sarebbe francamente comica, se non fosse il sintomo di una sorta di delirio ideologico che sembra aver contagiato parte della sinistra.
Eppure, anche in questo caso, si è riusciti a sprecare un’occasione.
Secondo la teologia cattolica, l’angelo è per sua natura asessuato; tuttavia, quando si manifesta agli esseri umani, assume tradizionalmente sembianze maschili. L’esempio più noto è l’Arcangelo Gabriele nell’Annunciazione. Anche il termine stesso “angelo” è declinato al maschile.
Se davvero l’angelo raffigurato nell’affresco di San Lorenzo in Lucina richiamasse le sembianze di Giorgia Meloni – ipotesi tutta da dimostrare – saremmo di fronte a un fatto inedito: per la prima volta nella storia iconografica, un angelo con tratti femminili riconoscibili. Un segnale che potrebbe essere letto come un cambiamento simbolico epocale nel sentire comune.
L’angelo, nella tradizione cristiana, è l’intermediario tra il divino e l’umano: rappresenta guida, protezione, messaggio, sostegno. Se oggi anche una figura femminile può rappresentare questo forte simbolismo, la sinistra – che ha sempre fatto delle battaglie per il riconoscimento e la valorizzazione delle donne una propria bandiera – dovrebbe gioirne, non indignarsi.
Invece, accecata dalla anti Meloni-mania, preferisce reagire con livore, polemica e sospetto, arrivando persino a chiedere ispezioni ministeriali, con il ministro Alessandro Giuli chiamato a intervenire, mentre infuria la polemica su un affresco.
Quando si dice guardare il dito invece della luna: peccato!
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