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Commissione Covid, affondo FdI: “Uno studio messo a tacere”

Miocarditi e vaccini, audita la ricercatrice dell’Iss Loredana Frasca

di Priscilla Rucco -


In queste ore è stata ascoltata dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid Loredana Frasca, immunologa cellulare e ricercatrice senior dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Davanti ai commissari ha ripercorso la vicenda nata dalla pubblicazione di un suo lavoro sugli effetti avversi dei vaccini anti-Covid, realizzato con altri due ricercatori, che successivamente le sarebbe costato un richiamo formale da parte dell’Iss. Si tratta di una rassegna di oltre duecento ricerche, uscita sulla rivista scientifica “Pathogens” all’inizio del 2023.

La ricerca si concentra soprattutto sulle miocarditi, ovvero le infiammazioni del muscolo cardiaco, che tra i più giovani – secondo quanto riferito – sarebbero successivamente risultate triplicate. Il lavoro, esamina, inoltre, le possibili correlazioni tra vaccini mRna e Dna e l’insorgenza di tumori. Per la dottoressa quel dato incide sul pesante bilancio tra i rischi e i benefici della vaccinazione nelle fasce di età più basse.

All’epoca dei fatti, l’Istituto aveva preso pubblicamente le distanze, precisando che la ricercatrice si esprimeva a titolo puramente personale.

Le reazioni di FdI

Dopo la seduta, come prevedibile, sono arrivate le note dei parlamentari di Fratelli d’Italia. La capogruppo in Commissione, la deputata Alice Bonguerrieri, ha parlato di un clima da “Caccia alle streghe” e di un “abominio di censura”.

Nel mirino la campagna vaccinale estesa ai ragazzi, “una categoria che aveva rarissime possibilità di manifestare forme gravi di Covid”. “A chi giovava questa vaccinazione di massa? Ne deve rispondere chi era al governo”, ha aggiunto.

Per la senatrice Antonella Zedda, vicepresidente del gruppo a Palazzo Madama, in quegli anni “la scienza fu piegata all’interesse politico” e lo studio sarebbe stato minimizzato “per timore che alimentasse sfiducia” verso il vaccino.

Il vicepresidente della Commissione, il deputato Francesco Ciancitto, ha definito “molto grave” la sottovalutazione degli effetti avversi, domandandosi dove fosse finito l’interesse per la salute pubblica tanto invocato nella fase del Covid, ricordando che le analisi effettuate dall’Aia in quel periodo, si fondavano sulla sola sorveglianza passiva, ovvero sulle segnalazioni spontanee. “Ne risponda chi, all’epoca prendeva queste decisioni”, ha concluso.

Il documento Ema

Zedda ha poi richiamato anche un documento dell’Agenzia Europea per i medicinali del 2 dicembre del 2021 che, a suo dire, sconsigliava il vaccino Moderna ai giovani nella fascia di età compresa tra i 12 ed i 19 anni sostenendo che nel nostro Paese, il suo impiego in quella determinata fascia di età fu invece intensificato.

Il documento, firmato dal Comitato di farmacovigilanza dell’Ema, confermava per Spikevax un rischio di miocardite più alto nei giovani maschi – specie dopo la seconda dose – classificandolo, però, come “molto raro” e chiedendo di aggiornare le informazioni sul prodotto.

Il legame tra i vaccini a mRna e miocarditi, inserito tra gli effetti collaterali già nell’estate del 2021, è oggi riportato nei foglietti illustrativi, mentre un possibile nesso con i tumori – attualmente – non figura tra gli effetti riconosciuti dalle agenzie regolatorie.

Zullo (FdI): “Promotori campagna vaccinale rispondano degli effetti avversi”

“Il governo di allora, con l’ex ministro della Salute Roberto Speranza in testa, gestì il tema degli effetti avversi dei vaccini anti-Covid subordinando il principio di massima precauzione medica all’esigenza politica e comunicativa di non rallentare la campagna vaccinale. Questa è una vergogna di cui devono rendere conto ai cittadini. Nel corso dell’audizione di oggi in commissione Covid, il prof. Giovanni Frajese, docente di Scienze Mediche, ha posto l’accento sulla tossicità della proteina Spike, prodotta dai vaccini anti-Covid a mRNA, nonché sull’alto numero di effetti avversi. Nonostante queste criticità, la campagna vaccinale fu condotta a tappeto, anche nei confronti di bambini, adolescenti e donne in gravidanza. Frajese ha contestato che non furono divulgate informazioni approfondite, scientificamente complete e libere da diktat. È doveroso che chi ha condotto quella campagna dia spiegazioni, perché la salute dei cittadini è troppo importante per essere sacrificata sull’altare di ragioni politiche”.

Così in una nota il senatore Ignazio Zullo, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Sanità e componente della commissione bicamerale Covid.

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