Tre quarti di secolo per quel grandissimo figlio di papà
Oggi compie 75 anni Christian De Sica, l’artista che fa ridere anche chi non lo ammetterà mai.
È il 75esimo compleanno di Christian De Sica
Fa quasi sorridere pensarlo “anziano”, perché ha ancora quel modo leggero di stare in scena che appartiene solo a chi è cresciuto tra quinte, prove e orchestra. Essere figlio di Vittorio De Sica significa nascere con un capolavoro alle spalle: un privilegio enorme, ma anche un’ombra che ti accompagna ovunque. Christian non ha mai provato a imitarlo; ha scelto la strada più coraggiosa, quella di costruirsi un’identità propria senza chiedere il permesso al mito.
L’istrione totale
E in questa identità c’è tutto: la voce da crooner, i passi da ballerino, la precisione dell’attore brillante, la curiosità del regista, la faccia da caratterista che trasforma un dettaglio in una scena. È un istrione naturale, uno che riempie lo spazio senza alzare la voce, con quella sicurezza gentile che appartiene a chi ha imparato il mestiere guardando i grandi, ma senza copiarli.
I suoi personaggi sono rimasti nella memoria collettiva perché parlano di noi. C’è il playboy elegante e vanitoso, convinto di essere irresistibile e sempre un passo indietro rispetto alla vita. Un tipo che Christian ha reso umano, mai caricaturale, con quella fragilità che spunta proprio quando fa il brillante. C’è il marito in fuga, che tenta di tenere insieme famiglia, bugie e vacanze disastrose, simbolo di un’Italia che prova a salvarsi con un sorriso anche quando tutto crolla. C’è il turista italiano all’estero, che si sente cosmopolita ma resta profondamente provinciale, interpretato con una tenerezza che smonta ogni snobismo. E poi c’è il cantante da night, elegante e malinconico, che balla e canta come se fosse nato per farlo, con quella naturalezza rara che oggi sembra quasi un mestiere perduto.
Gli snob e la realtà
Inevitabilmente, ogni volta che si parla di lui, spunta lo snob di turno. Quelli che “la commedia all’italiana non è cinema”, come se far ridere fosse un peccato minore. Gli stessi che però, quando passa una scena di De Sica in tv, si fermano un attimo, magari senza ammetterlo. Perché quel ritmo, quella presenza, quella capacità di tenere insieme ironia e tenerezza non si insegnano. O ce l’hai, o non ce l’hai.
Christian ha attraversato decenni di cinema popolare senza perdere la sua misura. Ha portato avanti una carriera che non deve nulla al cognome, se non l’educazione al mestiere. E oggi, a 75 anni, resta uno dei pochi che sanno ancora fare tutto con naturalezza, senza spocchia, senza pose, con quella grazia d’altri tempi che fa venire voglia di dire grazie.
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