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Corte Ue: confermata maxi multa da 4,1 miliardi a Google per Android

di Paolo Stefani -


La Corte di giustizia dell’Unione europea ha messo la parola fine alla lunga controversia tra Bruxelles e Google, confermando in via definitiva la multa da 4,125 miliardi di euro inflitta al colosso tecnologico per abuso di posizione dominante nel mercato dei dispositivi mobili basati su Android.

Respinto il ricorso di Google sulla multa: la decisione

Con la decisione emessa dai giudici di Lussemburgo, è stato respinto il ricorso presentato da Google e dalla sua società madre Alphabet contro la sentenza del Tribunale dell’Unione europea, che nel 2022 aveva già confermato la responsabilità dell’azienda. In quell’occasione, il Tribunale aveva ritenuto fondate le conclusioni della Commissione europea, limitandosi però a ridurre l’importo della multa, inizialmente fissato a 4,34 miliardi di euro, portandolo agli attuali 4,125 miliardi.

L’indagine della Commissione aveva evidenziato come Google avesse imposto ai produttori di smartphone e tablet una serie di clausole contrattuali considerate anticoncorrenziali. In particolare, per ottenere la licenza del Play Store, i produttori erano tenuti a preinstallare anche il motore di ricerca Google Search e il browser Chrome sui propri dispositivi. Secondo l’Antitrust europeo, tali pratiche hanno limitato la concorrenza, ostacolando la possibilità per altri sviluppatori e aziende di competere ad armi pari nel mercato delle applicazioni e dei servizi digitali.

La sentenza

La sentenza della Corte rappresenta un passaggio decisivo nella politica europea di contrasto agli abusi di posizione dominante da parte delle grandi piattaforme tecnologiche. Con il rigetto del ricorso, la multa diventa definitiva e rafforza il principio secondo cui le imprese leader nei mercati digitali devono rispettare le regole della concorrenza, evitando comportamenti capaci di limitare la libertà di scelta dei consumatori e di frenare l’innovazione.


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