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Ambiente

Emergenza no stop: la Campania aspetta le bonifiche

Il commissario unico per le bonifiche Giuseppe Vadalà, nella sua relazione del febbraio 2026, ha stimato che per completare il risanamento dei 293 siti individuati (di cui 85 pubblici) siano necessari 10 anni e circa 2,5 miliardi di euro

di Angelo Vitale -


Il risanamento ambientale della Campania con le bonifiche resta un’opera incompiuta che, nel corso dei decenni, ha travalicato ogni casacca politica locale, regionale o nazionale.

Il rinnovo della convenzione Sogesid

Ora arriva il rinnovo della convenzione di Sogesid con il commissario di Governo per il dissesto idrogeologico nella regione. La prima, una in-house dello Stato che opera da braccio tecnico per i ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture. Il secondo, di cui le notizie di agenzia trascurano il nome, il presidente di Regione 5Stelle Roberto Fico.

Per decenni, ogni volta riemerso nelle emergenze ma poi frequentemente trascurato, l’ambiente un “collo di bottiglia” in cui risorse miliardarie si scontravano con una frammentazione amministrativa che ha rasentato – ma pure oltrepassato – lo scandalo latente.

Cantieri lenti o fermi: la Campania aspetta le bonifiche

Nonostante l’avvio di nuovi cantieri, la realtà (tragica) dei Siti di Interesse Nazionale e delle aree contaminate ha fin qui raccontato una storia di estrema lentezza. Un panorama complessivo oggettivamente allarmante. Una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del gennaio 2025, da alcuni definita storica, ha certificato una “documentata assenza di progresso” nella bonifica dei siti campani, sottolineando la mancanza di una rete integrata di impianti.

Ciò, mentre rapporti regionali precedenti indicavano che per il 75% dei siti censiti non era stata nemmeno avviata l’indagine ambientale, con una percentuale di bonifiche concluse ferma a un misero 3%.

Il verdetto di Vadalà

Il commissario unico per le bonifiche, Giuseppe Vadalà, nella sua relazione del febbraio 2026, ha stimato che per completare il risanamento dei 293 siti individuati (di cui 85 pubblici) siano necessari 10 anni e circa 2,5 miliardi di euro. E se Bagnoli ha visto ripartire i lavori per gli arenili in vista dell’America’s Cup 2027, molti altri siti “minori” restano nell’ombra, “soffocati”. La sovrapposizione tra le direttive della Regione Campania, i bilanci in dissesto dei piccoli Comuni (tecnicamente responsabili dei siti nei propri territori) e il perimetro di azione della struttura commissariale crea freni.

Questo rallenta le operazioni di caratterizzazione preliminare, lasciando molti siti in lista d’attesa. Il rischio è che la bonifica campana resti un’emergenza perenne, dove i passi avanti tecnici di Sogesid faticano a compensare un sistema burocratico ancora incapace di passare dalla progettazione all’esecuzione definitiva.


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