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Cronaca

Scisma Lefebvre, c’è la scomunica del Vaticano

Il documento del Dicastero estende l'avvertimento anche al popolo dei fedeli

di Daniel Walker -


Il Vaticano ufficializza la scomunica per i vescovi dello scisma Lefebvre dopo le ordinazioni a Écône.

Il Vaticano ha deciso

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha emanato un decreto formale che ufficializza la scomunica latae sententiae per i vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Il provvedimento, firmato dal prefetto – il cardinale Víctor Manuel Fernández – all’indomani delle consacrazioni episcopali avvenute a Écône, in Svizzera, celebrate senza il mandato pontificio e in esplicita opposizione alla volontà di Papa Leone XIV.

I destinatari del provvedimento di scomunica e le ragioni dello scisma Lefebvre

La nota vaticana specifica che la sanzione canonica scatta ipso facto per aver compiuto “un atto di natura scismatica”. Il decreto colpisce direttamente i membri della Fraternità coinvolti nella cerimonia liturgica.

Sono monsignor Alfonso de Galarreta (consacrante principale), monsignor Bernard Fellay (co-consacrante) e i quattro presbiteri neo-consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier.

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I vertici della Fraternità hanno proceduto con le nomine nonostante gli appelli giunti da Roma nei giorni precedenti, determinando così una rottura formale e la consumazione dello scisma con la Chiesa cattolica.

Le disposizioni per i fedeli laici e l’invalidità dei sacramenti

Il documento del Dicastero estende l’avvertimento anche al popolo dei fedeli. Per quanto riguarda i laici, incorreranno nella medesima sanzione di scomunica coloro che “aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X”. Ciò, per aver approvato la linea di disunione dottrinale. Le singole posizioni verranno comunque valutate caso per caso dalle autorità ecclesiastiche competenti.

Infine, la Santa Sede ha voluto precisare lo status delle funzioni religiose celebrate dal movimento tradizionalista. Nel decreto si avverte che i ministri della Fraternità amministrano i sacramenti in modo illecito. Viene inoltre sottolineata l’esplicita invalidità giuridica e canonica dei sacramenti della confessione (penitenza) e del matrimonio assistiti dai sacerdoti lefebvriani. La nota si conclude con l’auspicio che, “come madre premurosa”, la Chiesa possa accogliere nuovamente tutti coloro che manifesteranno il desiderio di rientrare nella piena comunione.


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