Sulla Costiera dei Cech il tempo prende un’altra pendenza tra corti e cantine
Chi arriva per la prima volta sulla Costiera dei Cech capisce subito che il nome inganna. La costiera esiste, ma al posto del mare si apre la Valtellina, con il fondo valle lontano e i paesi che scelgono l’altezza. Sul versante retico della provincia di Sondrio, nei giorni del 25 e 26 aprile, questo tratto appartato prende vita con la Festa degli Antichi Borghi, che coinvolge Traona, Cino e Cercino e offre il pretesto per fermarsi in un luogo che chiede tempo e restituisce presenza.
La Costiera dei Cech e l’identità storica di Traona
Il paesaggio qui accompagna la storia senza mediazioni. Le strade si stringono tra case addossate, i terrazzamenti salgono verso la montagna e il Lago di Como compare in fondo come un riflesso fermo.
Durante la festa si aprono spazi che durante l’anno restano chiusi, così il visitatore entra in dimore che conservano il segno del tempo e in ambienti legati al lavoro agricolo, dove la materia racconta più delle parole.
Traona, già nodo strategico lungo la via Valeriana, accoglie attraverso l’Arco Dogana, antica porta del paese voluta per regolare i passaggi delle merci. Da lì si entra in un tessuto che mantiene il rigore delle dimore storiche e che durante la festa si anima con mestieri antichi e dimostrazioni di falconeria. Sotto il borgo si sviluppa una rete di cantine che diventa luogo di incontro, con ristori legati alla tradizione locale e vini che raccontano il carattere della valle.
Cino ha un passo diverso. Si trova a mezza costa ed è attraversato da torrenti che segnano il paesaggio e il ritmo della vita. Le case mostrano ancora l’impronta di una quotidianità legata alla transumanza.
Tra contemporaneità e rievocazioni: il carattere di Cino e Cercino
Durante il fine settimana si raggiunge il Sentiero dei 5 Cerchi, installazione alta quindici metri che richiama i Giochi Olimpici appena conclusi e che introduce un segno contemporaneo dentro un contesto che resta fedele alla montagna. Qui si svolgono anche le Celtolimpiadi, con prove ispirate ai cimenti di un tempo, mentre la pizzoccherata accompagna il ritorno verso il centro del paese.
Cercino, le cui origini risalgono all’anno Mille, porta in primo piano una memoria più aspra. Nel 1629 la piana fu teatro dello scontro tra truppe imperiali e francesi, in una stagione segnata anche dalla peste. Da quell’episodio nasce la rievocazione della Battaglia dei trent’anni, che durante la festa trasforma l’area in un accampamento attraversato da assedi e dimostrazioni di tiro con l’arco. In questo contesto resta forte il legame con la vita quotidiana, che passa anche attraverso la cucina, con la polenta come riferimento stabile.
La Festa degli Antichi Borghi restituisce al viaggio una dimensione concreta. Tra passeggiate lungo i percorsi della Costiera e soste nei borghi, il visitatore entra in un territorio che vive su un equilibrio preciso tra montagna e pianura, tra Valtellina e Lago di Como. Qui, dove il turismo trova una forma più onesta, fatta di luoghi che chiedono attenzione e restituiscono senso.
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