Crans-Montana, grandi ustionati e nuove cure rigenerative per restituire la vita
I pazienti di Crans-Montana hanno riportato gravi ustioni con conseguenti danni a lungo termine. Le prospettive terapeutiche offerte dal Progetto RigeneraDerma con metodologia Biodermogenesi
La tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, ha portato nuovamente sotto i riflettori il tema dei grandi ustionati, ovvero coloro che presentano ustioni di II e III grado su oltre il 20% della superficie corporea.
«L’ustione determina alcune conseguenze sul tessuto aggredito ma anche effetti negativi su tutto l’organismo del paziente, esponendolo ad una minore aspettative di vita e ad una minore qualità di vita», spiega Maurizio Busoni, ricercatore e docente presso il Master di II livello di Medicina Estetica e dell’invecchiamento dell’Università di Barcellona.
Dopo Crans Montana, le ustioni e le conseguenze a breve e lungo termine
Numerosi studi hanno dimostrato che le ustioni producono conseguenze immediate, come cicatrici, deturpazione e dolore, ma anche effetti a lungo termine che compromettono la qualità della vita. «Nei pazienti ustionati tale perdita tende ad accentuarsi progressivamente per un periodo di almeno vent’anni, con ripercussioni sull’equilibrio fisico e mentale e una riduzione della capacità di affrontare il percorso terapeutico, continua Busoni. Le persone ustionate presentano un aumento significativo delle ospedalizzazioni per problemi cardio-circolatori e muscolo-scheletrici, una maggiore incidenza di patologie oncologiche e un incremento rilevante della mortalità, sia in età infantile sia adulta. A ciò si associano problemi respiratori, dolore cronico e gravi disturbi del sonno. L’ustione rappresenta quindi l’inizio di un percorso di sofferenza che accompagna il paziente per tutta la vita».
Grandi ustionati: nuove prospettive terapeutiche con il progetto RigeneraDerma
In questo contesto si inserisce il progetto RigeneraDerma, basato sulla terapia di Biodermogenesi, che vanta numerose pubblicazioni scientifiche proprio per il trattamento di grandi ustionati. Per la prima volta in medicina, Biodermogenesi ha dimostrato che è possibile intervenire con successo anche su grandi ustionati in condizioni estreme, come pazienti con l’80% del corpo ustionato o con cicatrici da ustione invalidanti risalenti a oltre trent’anni prima.
Maria Antonietta Rositani, scampata al tentativo di omicidio da parte dell’ex marito che le diede fuoco, e Pinky, la donna di origine indiana, aggredita con un combustibile e poi con le fiamme dall’ex marito, sono due delle donne che hanno beneficiato delle cure pro bono con un notevole miglioramento della qualità della vita. Il progetto, RigeneraDerma, nato per offrire terapie gratuite alle donne vittime di violenza, è stato progressivamente esteso a persone con cicatrici invalidanti che non possono sostenerne i costi, includendo potenzialmente anche i pazienti coinvolti nell’incendio di Crans-Montana
«RigeneraDerma ha già permesso di trattare circa cinquanta grandi ustionati in Italia e all’estero, con miglioramenti documentati nella mobilità, nell’eliminazione del dolore cronico, nel recupero della sensibilità e del sonno, oltre a un evidente miglioramento estetico delle cicatrici. I follow up a distanza di anni mostrano una stabilizzazione dei risultati fino a cinque anni, con ulteriori progressi nel tempo. Appena sarà possibile, dopo il decorso ospedaliero, insieme ai tanti medici che collaborano con RigeneraDerma, saremo lieti di offrire terapie gratuite ai sopravvissuti alla tragedia di Crans-Montana per aiutarli a migliorare la loro qualità di vita futura», conclude Busoni.
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