Crepe a corte tra scandali immobiliari e faide interne
La pubblicazione del rapporto del National Audit Office mette in evidenza un sistema abitativo opaco
Andrea Mountbatten-Windsor ha ricevuto un reddito da locazione non dichiarato derivante dal subaffitto di tre cottage nella tenuta di Royal Lodge, che aveva in affitto dalla Crown Estate. A rivelarlo è stato l’organismo di controllo della spesa pubblica britannico.
Documenti che scottano
La pubblicazione del rapporto del National Audit Office è arrivata in uno dei momenti più delicati per la monarchia britannica, già segnata da fratture interne e da un consenso pubblico sempre più ridotto. Il documento, il primo sulle residenze reali in vent’anni, mette in evidenza un sistema abitativo opaco, dove privilegi privati e risorse pubbliche continuano a intrecciarsi in un modo difficile da “giustificare”.
La vicenda riapre interrogativi sulla gestione personale di beni che, pur essendo formalmente della Corona, appartengono in ultima istanza ai contribuenti. È proprio lo scandalo legato al duca di York ad aver spinto il Nao a intervenire, segno di una fiducia istituzionale ormai incrinata.
Le accuse alla monarchia britannica
Il rapporto rivela anche che il re copre con la propria borsa privata gli affitti delle figlie di Andrea, le principesse Beatrice ed Eugenie, che vivono rispettivamente a St James’s Palace e Kensington Palace senza versare un penny. Gli edifici, però, sono mantenuti con fondi pubblici attraverso il Sovereign Grant. Una contraddizione che alimenta le critiche di chi, come l’ex ministro degli Interni Norman Baker, ha denunciato il paradosso di “alloggi di lusso sovvenzionati” per i Windsor privi di ruoli ufficiali. Per Baker, tale meccanismo è “scandaloso”.
Le divisioni nella famiglia reale
Buckingham Palace ha provato a minimizzare, sostenendo che non vi siano costi aggiuntivi per il contribuente, ma la mancanza di trasparenza e di senso del limite risaltano in maniera imbarazzante, proprio mentre il Paese chiede rigore e responsabilità ai comuni cittadini.
Sul fronte opposto della famiglia, Harry e Meghan hanno reagito con fastidio alla decisione di annullare la ristrutturazione di Frogmore Cottage, la residenza donata da Elisabetta II e poi rimborsata dai Sussex dopo la loro uscita dalla vita ufficiale. L’immobile verrà riconvertito in alloggi per il personale, privando i duchi della loro ultima base stabile nel Regno Unito.
Un gesto che, secondo fonti vicine alla coppia, rappresenta un ulteriore segnale di distanza e marginalizzazione. La monarchia è dilaniata da contrasti. Se da un lato cerca di mostrarsi moderna, trasparente e responsabile, dall’altro continua a palesare condotte ancora segnate da eccezioni e favoritismi.
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