"Lo stallo geopolitico - dice il dg Vittorio Cino - rischia di compromettere la stabilità dell'Industria di Marca. E mette sotto pressione una filiera che occupa circa 100mila addetti"
Crisi Medio Oriente: Centromarca lancia l’alert su costi e logistica. L’aggravarsi delle tensioni in Medio Oriente proietta un’ombra pesante sulla competitività del comparto italiano del largo consumo.
Secondo le analisi diffuse da Centromarca — associazione che raggruppa 192 aziende per un fatturato complessivo di 69 miliardi di euro — lo stallo geopolitico – dice il dg Vittorio Cino – rischia di compromettere la stabilità dell’Industria di Marca. E mette sotto pressione una filiera che occupa circa 100mila addetti.
L’impatto su energia, trasporti e packaging
La contrazione degli approvvigionamenti globali sta innescando una reazione a catena sui costi di produzione. Gli incrementi non riguardano solo petrolio e gas naturale liquefatto, ma colpiscono duramente l’intera infrastruttura logistica.
Per assicurazioni e noli i premi assicurativi legati al rischio bellico hanno subito un’impennata stimata tra il 25% e il 50%. E gravano direttamente sull’importazione di materie prime.
I settore degli imballaggi registra rincari verticali. Le rilevazioni di ICIS e S&P Global indicano aumenti per i polimeri (PET, PE, PP) che superano i 250 euro a tonnellata.
Questi oneri, pur essendo attualmente assorbiti dalle imprese, risultano sostenibili solo nel brevissimo periodo; una crisi prolungata minaccia di scardinare l’intero tessuto produttivo nazionale.
Redditività in calo: l’analisi Deloitte sui bilanci
I dati emersi dall’analisi Deloitte sui bilanci delle associate Centromarca evidenziano una situazione critica: tra il 2021 e il 2024, gli utili sono diminuiti dell’8%, con un picco negativo del -28% nel settore alimentare.
Nonostante la compressione dei margini, le imprese hanno evitato di trasferire interamente i rincari sui prezzi al consumo, preferendo investire in innovazione e sicurezza. Gli investimenti in impianti e tecnologie sono infatti cresciuti del 41%, passando da 1,85 a 2,61 miliardi di euro.
Le richieste al governo: accise mobili e price cap
Per arginare l’emorragia finanziaria, il settore chiede interventi strutturali immediati. Tra le proposte principali di Centromarca nell’alert all’esecutivo – nella contingenza della crisi – l’introduzione delle accise mobili sui carburanti per calmierare i trasporti.
Ma pure l’adozione del pacchetto Energia della Commissione Europea per abbattere i costi in bolletta. E l’istituzione di un Price Cap europeo nel medio termine per neutralizzare la volatilità dei mercati energetici.