Orgoglio identitario: l’Unesco celebra la cucina italiana
“Adopted”! l’Unesco ha riconosciuto la cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un momento storico: per la prima volta non viene premiato un singolo piatto o una tecnica ma l’intera nostra tradizione culinaria. L’annuncio è arrivato a Nuova Delhi, con il ministro Antonio Tajani presente alla cerimonia. La candidatura era partita nel 2023 dal Collegio Culinario, insieme a Casa Artusi, all’Accademia della Cucina Italiana e alla rivista La Cucina Italiana. L’obiettivo? Valorizzare ciò che ci rende unici: la lotta allo spreco, l’uso consapevole delle risorse, la biodiversità del nostro territorio. In parallelo, anche il governo — con il Ministero della Cultura e quello dell’Agricoltura — aveva presentato il dossier ufficiale “Cucina italiana: sostenibilità e diversità bioculturale”, che lo scorso dieci novembre aveva ricevuto il primo ok tecnico dall’Unesco. Questo riconoscimento segna una svolta: l’Agenzia Onu supera l’approccio basato su singole pratiche e riconosce la nostra cucina come sistema culturale complesso, fatto di territori, saperi, biodiversità e ritualità quotidiane. È una vittoria dell’Italia. Di chi custodisce tradizioni, di chi produce qualità, di chi trasforma il cibo in un linguaggio universale. Un tributo alla nostra identità più profonda: la capacità di fare della cucina non solo un’eccellenza, ma un modo di vivere e condividere.
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