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Giustizia

Dell’Utri a processo, inseguito dai teoremi contro Berlusconi

La giustizia sembra cercare nelle pieghe dei bonifici una verità storica che quella penale non è mai riuscita a cristallizzare

di Angelo Vitale -

Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri


Dell’Utri a processo, la giustizia italiana non ha ancora fatto pace con la figura di Silvio Berlusconi, a quasi tre anni dalla sua scomparsa. Il filo che legava il Cavaliere al suo storico braccio destro, per i magistrati deve continuare a dipanarsi nelle aule di tribunale.

Ieri, la Gup di Milano Giulia Marozzi ha disposto il rinvio a giudizio per Marcello Dell’Utri e la moglie Miranda Ratti. L’accusa? Non aver dichiarato tra il 2014 e il 2024 flussi di denaro per circa 42 milioni di euro ricevuti in donazione proprio da Berlusconi.

Il rinvio a giudizio per l’ex senatore e per sua moglie

Secondo la Procura, l’ex senatore oggi 84enne avrebbe violato la normativa antimafia che impone ai condannati per concorso esterno l’obbligo di comunicare ogni variazione patrimoniale. Dell’Utri respinge ogni ombra, liquidando l’impalcatura accusatoria come un insieme di “cifre impapocchiate”.

Netta pure la posizione dei suoi legali, Francesco Centonze e Filippo Dinacci: “La medesima vicenda è già stata esaminata da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui due volte la Cassazione, che hanno escluso trasferimenti fraudolenti”. In ogni czso, Dell’Utri andrà a processo.

Un “inseguimento” senza fine

L’impressione precisa è che la magistratura insegua ancora Dell’Utri come figura-simbolo dell’ascesa politica di Forza Italia. Un commento non può ignorare la natura “postuma” di questa caccia al tesoro berlusconiano. La giustizia sembra cercare nelle pieghe dei bonifici una verità storica che quella penale non è mai riuscita a cristallizzare. Un duello che, a quasi 85 anni, vede Dell’Utri ancora una volta nell’occhio del ciclone.


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